Le parole della settimana pasquale: virus e cristiani (perseguitati)

19 aprile 2014 ore 8:00, Paolo Pivetti
Le parole della settimana pasquale: virus e cristiani (perseguitati)
di Paolo Pivetti Parole che fanno paura, e parole che non fanno paura. Cominciamo dalle prime. Virus, parola-incubo dei nostri giorni. Un’inchiesta dell’Espresso che dura da settimane, a firma di Lirio Abbate, ci rivela che la procura di Roma sta indagando su un traffico internazionale di virus, messi in circolazione da ricercatori senza scrupoli e dirigenti di industrie farmaceutiche. I ceppi delle malattie più contagiose per gli animali, e in alcuni casi anche per l’uomo, sarebbero scambiati a prezzi altissimi da trafficanti di vari paesi. Le grandi aziende farmaceutiche, entrandone in possesso, avrebbero modo di sviluppare in anticipo gli antidoti che poi, appena scatta la vaccinazione d’emergenza prescritta dalle autorità sanitarie, procureranno astronomici guadagni. Vengono fatti nomi e cognomi di aziende e ricercatori indagati. Inutile dire che l’Italia è uno snodo fondamentale di questo traffico illecito che si svolge senza precauzioni: plichi inviati per posta con il virus congelato in cubetti di ghiaccio, provette nascoste tra i capi di abbigliamento sistemati in valigia. Secondo i Nas, in Italia si è svolto in anni passati un ricco contrabbando di ceppi virali dell’influenza aviaria, con un serio e concreto pericolo per la salute pubblica. Ed ora una parola di quelle che non fanno paura a nessuno: cristiano. Il Corriere della Sera ci ricorda che, in una stima impossibile di quanti siano i cristiani uccisi in un anno per la loro fede, si può arrivare fino alla cifra di 100.000. “Vien da chiedersi - aggiunge Andrea Riccardi autore del servizio - perché questi assassinii non facciano notizia”.
Le parole della settimana pasquale: virus e cristiani (perseguitati)
La persecuzione dei cristiani, soprattutto in Africa e in Asia, è talmente diffusa, che il Corriere ha potuto stilare una mappa con vari colori che visualizzano i vari livelli di persecuzione. Ecco, per sommi capi, la classifica persecuzione assoluta: Corea del Nord; estrema: Sudan, Somalia, Arabia Saudita, Yemen, Siria, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan; severa: Nigeria, Repubblica Centroafricana, Libia, Egitto, Etiopia, Eritrea, Myammar, Laos, Vietnam, Turkmenistan, Uzbekistan; moderata: Tunisia, Algeria, Marocco, Mauritania, Mali, Kenya, Giordania, Territori palestinesi, Oman, India, Shri Lanka, Kazakistan, Tagikistan, Bhutan, Cina, Malesia, Bunei; occasionale: Niger, Tanzania, Indonesia. Nessuno ne parla, e con gran parte di questi Paesi fioriscono gli scambi turistici e commerciali. Se la Pasqua non è soltanto la festa dell’uovo di cioccolata o l’occasione per una gita fuori porta ma qualcosa di più, Buona Pasqua a tutti.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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