I dietro le quinte del referendum trivelle: chi, come e perché ha votato

19 aprile 2016 ore 10:07, Americo Mascarucci
"Per settimane autorevoli ospiti si sono chiusi nei talk-show e hanno preso in ostaggio i social network preconizzando spallate, crolli e chissà quali sconvolgimenti. Una parte della classe dirigenziale di questo paese vive su Twitter o su Facebook. Ma l'Italia è molto più grande di questo. Non paga cercare di essere demagogici"
Tagliente il giudizio del Premier Matteo Renzi sull'esito del referendum sulle trivelle saltato per mancanza di quorum. 
Ciò nonostante la partecipazione degli italiani al voto sia stata superiore alle aspettative. 
Tuttavia per il Governo, archiviata questa pagina se ne apre subito un'altra, quella cioè delle elezioni amministrative, test fondamentale per Renzi. 
Si vota a Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli ed è chiaro che il Pd pèunterà a conquistare il maggior numero di Comuni. Eppoi c'è l'appuntamento di ottobre, il referendum confermativo sulle riforme costituzionali dove il Premier si gioca tutto (anche se nelle ultime ore ha insistito nello smentire che si tratterà di un plebiscito sulla sua persona). Ma ormai quel che è detto è detto e Renzi ha ripetuto più volte che se fallisce il referendum, va a casa.
Sta di fatto che il referendum sulle trivelle ha avuto una connotazione politica determinata dalla campagna pro astensionismo di Renzi.
Tuttavia spiega Repubblica "è difficile riassumere per intero la partecipazione al voto sotto le bandiere dell'anti-renzismo. Lo suggeriscono i dati di un sondaggio condotto da Demos circa una settimana prima del voto. Certo, fra gli elettori del M5s e dei partiti a Sinistra del PD la quota di coloro che si dicevano certi di votare risultava particolarmente elevata. In entrambi i casi, poco sotto il 50%. Mentre fra gli elettori degli altri partiti l'intenzione di partecipare al referendum appariva più ridotta.
In particolare, nel PD non raggiungeva il 30%.  Per questo è  azzardato interpretare l'affluenza degli elettori come un indice di "sfiducia" nei confronti del governo e del premier. D'altra parte, tra coloro che, nei giorni scorsi, si erano detti certi di recarsi alle urne, il grado di "fiducia" nei confronti del governo risulta intorno al 30%. Dunque, meno, rispetto alla media degli italiani (39%)". 

I dietro le quinte del referendum trivelle: chi, come e perché ha votato
In Italia l’affluenza nelle 61562 sezioni è arrivata al 32,16%, mentre nelle 1377 sezioni estere il dato scende al 19,73%, La maggioranza di chi è andato a votare nei seggi nazionali ha votato SI per l’86,44% mentre per il NO il 13,56%. Stesso risultato ma diverse percentuali per le sedi estere che vedono il SI vincere con il 73,18%, ma con il NO che si attesta al 26,82%, raccogliendo quasi il doppio dei voti a livello nazionale.
Le regioni del Nord sono quelle che hanno registrato l'affluenza maggiore, mentre hanno deluso quelle del Sud che pure avevano proposto il referendum. 30,47% in Lombardia e 34,02% in Val d’Aosta mentre in Calabria ci si è fermati al 26,69% fatto registrare in Calabria. Nove le regioni che avevano proposto il referendum (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise; Puglia, Sardegna e Veneto) ma solo in Basilicata è stato raggiunto il quorum. 









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