Renzi su referendum d'ottobre: "Se perdo a casa". D'accordo Boschi: "E' la vera sfida"

19 aprile 2016 ore 13:58, Americo Mascarucci
Forse il Premier Matteo Renzi non è più così sicuro dell’esito vittorioso del referendum di ottobre quello sulle riforme costituzionali?
L’affluenza di votanti al referendum sulle trivelle comunque fallito per mancanza di quorum e la schiacciante vittoria (inutile) dei sì, deve aver fatto maturare la convinzione che nulla possa essere dato per scontato. Il referendum di ottobre avrà carattere confermativo e quindi non sarà necessario il quorum.
Inutile girarci intorno. In queste settimane sul referendum anti-trivelle è stato un susseguirsi di appelli al voto soprattutto via social non tanto sul merito del quesito referendario quanto piuttosto contro l’invito all'astensione del Governo.
Una mobilitazione anti-renziana destinata a ripetersi con un pressing sicuramente maggiore e con l’impegno diretto dei principali leader dell’opposizione, da Grillo a Salvini, passando per Berlusconi e l’estrema sinistra in vista dell’appuntamento autunnale. 
"Il referendum di ottobre sulla riforma della Costituzione non riguarda il Governo ma la volontà di cambiare la Carta e rendere più semplice la politica" – ha dichiarato il Premier Renzi aggiungendo: "Se noi saremo bravi a spiegare le nostre ragioni otterremo un consenso, ma il voto sulla persona non c'entra niente. Certo, se perdo lo dico e vado a casa".

Renzi su referendum d'ottobre: 'Se perdo a casa'. D'accordo Boschi: 'E' la vera sfida'
Non un passo indietro ma uno di lato sì: un ripensamento rispetto alla strategia iniziale? 
Renzi era infatti sembrato il più interessato di tutti a trasformare l’appuntamento referendario di ottobre in un voto di fiducia o di sfiducia per se stesso e per il Governo convinto forse dai sondaggi a spingersi tanto avanti. Ma ora probabilmente la terra comincia a tremare sotto i piedi "trivellata" da quei sì espressi domenica alle urne che assomigliano a tanti no contro il Governo. 
"Io sono convinto che la consultazione sulle trivelle sia finita - spiega Renzi -. Il popolo italiano ha parlato. Leggo che chi ha perso spiega che ha vinto ma adesso è ora di impegnarsi a tenere il mare pulito, magari occupandoci dei depuratori, cosa che dovrebbero fare le Regioni. Gli italiani ci chiedono di lavorare non di fare polemiche".
Come dire: voltiamo pagina, ma intanto ad ottobre c'è il concreto rischio che dalla pioggia dei sì contro le trivelle si passi alla pioggia dei no contro il Governo. L'incubo di una vittoria dei no per Renzi si fa sempre più concreto e pure senza batti-quorum.
E il ministro Maria Elena Boschi aggiunge: "Alle comunali ce la giochiamo, ma la vera sfida è a ottobre: coi comitati si allarga la partecipazione dei cittadini".


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