"Renzi potrebbe rischiare" per Virginia Raggi: referendum d'ottobre grimaldello del premier

19 aprile 2016 ore 14:29, Americo Mascarucci
Forse il Premier Matteo Renzi non è più così sicuro dell’esito vittorioso del referendum di ottobre quello sulle riforme costituzionali?
L’affluenza di votanti al referendum sulle trivelle comunque fallito per mancanza di quorum e la schiacciante vittoria (inutile) dei sì, deve aver fatto maturare la convinzione che nulla possa essere dato per scontato. Il referendum di ottobre avrà carattere confermativo e quindi non sarà necessario il quorum.
Inutile girarci intorno. In queste settimane sul referendum anti-trivelle è stato un susseguirsi di appelli al voto soprattutto via social non tanto sul merito del quesito referendario quanto piuttosto contro l’invito all'astensione del Governo.
Una mobilitazione anti-renziana destinata a ripetersi con un pressing sicuramente maggiore e con l’impegno diretto dei principali leader dell’opposizione, da Grillo a Salvini, passando per Berlusconi e l’estrema sinistra in vista dell’appuntamento autunnale. 
"Il referendum di ottobre sulla riforma della Costituzione non riguarda il Governo ma la volontà di cambiare la Carta e rendere più semplice la politica" – ha dichiarato il Premier Renzi aggiungendo: "Se noi saremo bravi a spiegare le nostre ragioni otterremo un consenso, ma il voto sulla persona non c'entra niente. Certo, se perdo lo dico e vado a casa".

'Renzi potrebbe rischiare' per Virginia Raggi: referendum d'ottobre grimaldello del premier
Non un passo indietro ma uno di lato sì: un ripensamento rispetto alla strategia iniziale? 
Renzi era infatti sembrato il più interessato di tutti a trasformare l’appuntamento referendario di ottobre in un voto di fiducia o di sfiducia per se stesso e per il Governo convinto forse dai sondaggi a spingersi tanto avanti. Ma ora probabilmente la terra comincia a tremare sotto i piedi "trivellata" da quei sì espressi domenica alle urne che assomigliano a tanti no contro il Governo. 
"Io sono convinto che la consultazione sulle trivelle sia finita - spiega Renzi -. Il popolo italiano ha parlato. Leggo che chi ha perso spiega che ha vinto ma adesso è ora di impegnarsi a tenere il mare pulito, magari occupandoci dei depuratori, cosa che dovrebbero fare le Regioni. Gli italiani ci chiedono di lavorare non di fare polemiche".
Come dire: voltiamo pagina, ma intanto ad ottobre c'è il concreto rischio che dalla pioggia dei sì contro le trivelle si passi alla pioggia dei no contro il Governo. L'incubo di una vittoria dei no per Renzi si fa sempre più concreto e pure senza batti-quorum.

Non è dello stesso avviso Virginia Raggi candidato sindaco dei 5Stelle a Roma: "Secondo noi Renzi potrebbe rischiare qualcosa con il referendum a ottobre. Considero un buon risultato che circa il 90% dei votanti abbia scelto il si, che mostra la grande opinione contraria a quella di Renzi e dei partiti tradizionali che vogliono favorire le lobby del petrolio. Il mancato quorum è una sconfitta per la politica in se', che non riesce più a capire quanto sia importante coinvolgere i cittadini: anzi, a parole lo sostengono, ma quando va messa in pratica la democrazia diretta fanno un passo indietro perché credono che i cittadini possano rompergli il giochino. Ma il gioco si sta rompendo", ha concluso.
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