Bild, Massimo Fini: "Cellule molto vicine all'Italia, Usa rischiano di più. La miseria africana ci travolgerà"

19 aprile 2016 ore 15:46, Lucia Bigozzi
“Cellule Isis molto vicine a noi: in Bosnia dove al Baghdadi ha ordinato di tornare”. “Gli obiettivi dell’Isis in futuro saranno Gran Bretagna, ancora la Francia, e poi forse l’Italia anche se rischiamo meno per la politica prudente di Renzi. Credo tuttavia che cercheranno di fare qualcosa pure negli Stati Uniti”. “Vedo un gruppo di Paesi ricchi o ricchissimi, circondato da un mare di miseria e alla fine, il mare di miseria sommergerà questi Paesi e dire che ce lo siamo meritato”.  Tre concetti che Massimo Fini, giornalista, scrittore, esperto di scenari geopolitici, argomenta nella conversazione con Intelligonews sull’allarme lanciato dal giornale tedesco Bild sulle spiagge italiane a rischio Isis. 

Zaia si è infuriato contro la Bild per l’allarme sulle spiagge italiane a rischio Isis. Anche lei si infuria?

«No, nel senso che la Bild non dice nulla di diverso da quello che tutti pensiamo. Secondo me, però, l’Italia per il momento è a minor rischio Isis e questo per la politica molto prudente che ha fatto Renzi nei confronti dell’Isis, nel senso che non abbiamo mandato truppe, abbiamo aiutato un po’ i peshmerga curdi e via dicendo. Secondo me, gli obiettivi dell’Isis in futuro saranno la Gran Bretagna, ancora la Francia, e poi forse potrebbe venire in Italia anche se io credo che cercheranno di fare qualcosa che negli Stati Uniti»

Il Copasir ha smentito questo allarme, ma allora perché è stato lanciato, cosa c’è dietro?

«Non posso saperlo, ma mi pare che Bild abbia scritto una banalità nel senso che lo stesso ministro dell’Interno italiano ha detto che non esiste un rischio zero e lo sappiamo tutti che potrebbe avvenire, ovvero non ci vogliono grandi tecniche per lasciare una bomba in un grande centro commerciale. Quanto al Copasir, dico che fa il suo dovere, cioè non allarmare in eccesso i cittadini italiani»

Quale terrorismo deve fare più paura, quello che già abbiamo in Italia ed Europa, ad esempio le cellule dormienti o i foreign fighters o quello che potrebbe arrivare? 

«Sicuramente cellule dormienti ci sono in Italia ma non solo, anche se sono molto vicine perché si trovano nei Balcani dove al Baghdadi ha ordinato a un gruppo consistente di bosniaci che erano andati a combattere per l’Isis, di tornare in Bosnia. Quindi l’Isis in qualche modo è vicino, ci circonda. Di certo, non arriva attraverso le immigrazioni perché i terroristi non rischiano un guerrigliero imbarcandolo su una carretta del mare»

Il problema profughi è connesso con allarme terrorismo?

«Molto relativamente. Il problema è forse più grave del terrorismo: ci sono profughi politici che a un certo punto potranno finire una volta che la situazione in medio Oriente sarà normalizzata, cosa che peraltro sarà a lungo termine perché l’Isis è un osso duro; e ci sono profughi per fame - la maggioranza – che vengono dall’Africa sub-sahariana. Cosa è successo lì? Nel 1961 l’Africa era alimentarmente autosufficiente, ma è successo che è arrivato il nostro modello di sviluppo devastando l’economia di quei Paesi, buttando la gente alla fame. Si calcola che la popolazione dell’Africa sub-sahariana, escluso il Sud Africa, è di 720 milioni di persone, si comprende facilmente che basta che una parte consistente di queste persone si muova verso l’Europa e non ci sarà niente da fare per fermarle. Non ci saranno reticolati, cannonieri, bombe che lo possano fare. Io vedo un gruppo di Paesi ricchi o ricchissimi, anche se con all’interno notevoli diseguaglianze, circondato da un mare di miseria e alla fine, per una questione fisica, il mare di miseria sommergerà questi Paesi e dire che ce lo siamo assolutamente meritato»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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