Perché l'assistenza Apple oggi non vi ha risposto al telefono

19 aprile 2016 ore 15:58, Americo Mascarucci
I lavoratori del call center Apple del centro commerciale di Parco Leonardo a Roma sono in sciopero, ragione per cui oggi gli utenti potrebbero non ricevere la minima assistenza.  
Infatti è proprio dal Parco Leonardo che viene gestito l’intero traffico clienti ed è qui dunque che arrivano tutte le segnalazioni e le richieste d’assistenza. 
Uno sciopero che non è contro Apple bensì contro Teleperformance, ossia la multinazionale francese che, in Francia e in Italia fornisce al colosso di Cupertino il servizio per il pubblico. 
Sotto accusa ci sarebbe il continuo ricorso della multinazionale al lavoro cosiddetto interinale, ossia il lavoro in affitto. 
Funziona in questo modo: Teleperformance si rivolge alle agenzie che somministrano lavoro a termine e prende in affitto i lavoratori di cui ha bisogno per un tempo determinato, prorogabile o meno.
I lavoratori interinali attualmente in servizio sono ben 450 su un totale di 520. 
La multinazionale dei call center secondo i sindacati non rispetterebbe le regole base del contratto e già in passato è stata al centro di proteste per alcune decisioni adottate nella sede di Taranto. 
Nidl Cgil e Felsa Cisl hanno organizzato quindi un presidio fuori dalla sede e indetto uno sciopero di otto ore, dalle 8 alle 16: uno dei primi dichiarati in Italia da lavoratori in somministrazione.

Perché l'assistenza Apple oggi non vi ha risposto al telefono
I lavoratori denunciano in particolare come l’Azienda impedisca loro il diritto di maturare gli scatti di anzianità non rinnovando i contratti alla scadenza della seconda proroga, non conceda le pur previste ferie, i permessi dal lavoro e i livelli di inquadramento. 
Per oltre 250 lavoratori i contratti sono in scadenza a fine aprile e c’è il rischio che la maggior parte di questi non vengano rinnovati. Ecco perché in tanti hanno scelto oggi di astenersi dal lavoro e scendere in piazza. Per dire insomma che il lavoro a termine può anche essere accettato se almeno ai lavoratori fossero concessi i diritti pur previsti nell’ambito del precariato. Invece oltre all’incertezza e al permanente rischio di restare disoccupati e perdere il posto gli operai rischiano anche di ritrovarsi, al termine del rapporto lavorativo. con un pugno di mosche in mano
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