"Perfetti sconosciuti" ma premiati dalla critica: David al film di Genovese. VIDEO

19 aprile 2016 ore 17:20, Americo Mascarucci
Perfetti Sconosciuti, la commedia di Paolo Genovese (prodotta da Medusa Film, realizzata da Lotus Production una società di Leone Film Group) ha vinto a sorpresa la 60edizione dei David di Donatello conquistando anche il premio per la migliore sceneggiatura.  
'Lo chiamavano Jeeg Robot', di Gabriele Mainetti dato per favorito si è comunque affermato conquistando non solo la statuetta come miglior regista esordiente, ma anche altre sei premi andati a tutta la squadra degli attori protagonisti e non protagonisti. Stesso risultato per 'Il racconto dei racconti-Tale of Tales', di Matteo Garrone che conquista la miglior regia e poi sei statuette tecniche: miglior fotografia, andato a Peter Suschitzky; scenografia a Dimitri Capuani e Alessia Anfuso; i costumi a Massimo Cantini Parrini, che dedica il premio a Ettore Scola. E ancora per Garrone miglior trucco e acconciatura e effetti digitali.
Delusione sicuramente per il film di Claudio Caligari anche questo super-favorito dei pronostici che, nonostante le sedici candidature ottenute da 'Non essere cattivo', ottiene solo il premio per miglior fonico di presa diretta. E ancora peggio va a Fuocoammare di Gianfranco Rosi, unico film in lizza con un tema forte come quello dell'emigrazione che dopo aver conquistato il Festival di Berlino con l'Orso d'oro nel proprio paese non si porta a casa nulla (aveva quattro candidature).
E’ stata dunque  premiata la commedia di Genovese interpretata da Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rorhwacher e Kasia Smutniak,
Un film che fotografa alla perfezione la società attuale, completamente assoggetta allo smartphone diventata una sorta di cassaforte in cui custodire i segreti più intimi, talmente segreti da nascondere completamente la personalità di ognuno. 
La trama racconta di una cena in cui la padrona di casa propone ai suoi ospiti un gioco, quello cioè di lasciare i propri telefoni sul tavolo in modo che tutti possano ascoltare le telefonate o i messaggi che gli altri ricevono.
Ecco quindi che telefonata dopo telefonata, messaggio dopo messaggio vengono alla luce segreti, tradimenti, ambiguità, vite doppie, triple e quadruple che mettono in luce le falsità e le ipocrisie di ognuno fino a dimostrare quanto l’amicizia fra i commensali sia soltanto di facciata. 

'Perfetti sconosciuti' ma premiati dalla critica: David al film di Genovese. VIDEO
Tuttavia alla fine si scopre che in realtà il gioco non c’è stato perché  nessuno sarebbe mai disposto ad accettare di mostrare in pubblico i segreti del proprio smartphone, ma il film mostra quante cose sarebbero potute venire a galla se realmente quei telefoni fossero passati al setaccio di tutti. Così ognuno è rimasto con i suoi segreti ben nascosti dentro il cellulare, senza sapere nulla degli altri. 
"L’idea di questo cellulare condiviso per raccontare il nostro presente" dice Genovese, sottolineando come la battuta del personaggio di Giallini "siamo tutti frangibili", corrisponda al vero: "Fino a 20 anni fa i segreti rimanevano dentro di noi, oggi il cellulare è il nostro tallone d’Achille. Qui scopriamo le nostre vite segrete, che non sono solo amori e tradimenti". E il pubblico forse ha capito il messaggio.

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