Marò, Mattarella chiama Girone e “s’impegna” di nuovo per la soluzione

19 dicembre 2015 ore 20:29, intelligo
Marò, Mattarella chiama Girone e “s’impegna” di nuovo per la soluzione
Sergio Mattarella chiama Salvatore Girone. Gli auguri di Natale sono l’occasione per rinnovare la vicinanza dell’Italia ai due Marò da oltre tre anni in India. L’auspicio che il presidente della Repubblica ha rivolto a Girone nel corso della conversazione è stato che la sua vicenda e quella di Massimiliano Latorre possano al più presto essere risolte positivamente. Mattarella ha poi assicurato al Marò italiano che tutto il Paese e le istituzioni sono impegnate per raggiungere questo obiettivo. La conversazione con Girone ha avuto luogo nel contesto della visita del capo dello Stato al Comando Operativo di vertice Interforze (Coi) al termine della quale ha espresso ai militari italiani la gratitudine per il loro lavoro ed un pensiero particolare lo ha rivolto ai militari impegnati nelle missioni all’estero: “So che trascorrere il Natale e le festività per il nuovo anno lontano da casa è un sacrificio non irrilevante, anzi gravoso, ma quel che fate è davvero molto importante e merita il riconoscimento e la riconoscenza dell'intero Paese”. 
Un passaggio del suo messaggio ai militari italiani, il presidente della Repubblica lo ha dedicato al loro impegno nel Mediterraneo “attraversato da tragedie, da traffici orridi di esseri umani. Grazie quindi a coloro che salvano le vite umane, che arrestano i trafficanti cercando di riportare il Mediterraneo a quella vocazione di essere un mare di collaborazione e di pace e non di guerra”. Dal Mediterraneo alla minaccia del Daesh, alla preoccupazione per il fenomeno foreign fighters, ovvero dei tanti cittadini europei (compresi gli italiani) che aderiscono alla causa del terrorismo internazionale partendo da diversi Paesi nel mondo, fino a un richiamo sull'abolizione della pena di morte. 

Il presidente della Repubblica ha poi rimarcato l’importanza di riuscire a creare un vero e proprio coordinamento militare per contrastare il Daesh, ricordando che “quando la comunità internazionale chiede aiuto per difendere la pace e i diritti umani fondamentali il nostro Paese è pronto. Certo è un impegno che costa anche dolore e lutti”, ma “è svolto con grande professionalità, senso di umanità”. Non a caso il capo dello Stato ha richiamato l’impegno dell’Italia alla guida della missione internazionale Unifil in Libano e questo è “motivo di orgoglio: si tratta di una grande responsabilità”. 

LuBi

autore / intelligo
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