Tumore alla prostata, prevenzione fa rima con sensibilizzazione: parte la campagna AIOM

19 dicembre 2015 ore 20:24, Americo Mascarucci
Tumore alla prostata, prevenzione fa rima con sensibilizzazione: parte la campagna AIOM
Parte dalla Calabria la campagna di prevenzione contro il tumore della prostata
L’undicesima tappa del “Tour della prevenzione oncologica nella terza età” promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) è approdata a Cosenza. Nella Regione Calabria ogni anno circa 1220 persone si ammalano di tumore alla prostata. Si tratta per lo più di ultra sessantacinquenni, otto su dieci dei quali, ignorano che la neoplasia può essere prevenuta adottando adeguati stili di vita. 
 “Il 79% degli anziani ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate arrivati alla terza età non serva a molto e questo è decisamente  preoccupante – dichiara il prof. Salvatore Palazzo, Direttore di Oncologia Medica al Presidio Ospedaliero Mariano Santo di Cosenza –.È invece ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, in grado di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico. Basti pensare che smettere di fumare in età avanzata, come confermano recenti studi, riduce il rischio di invalidità e mortalità fino al 34%”. 
Difatti i soggetti maggiormente colpiti dal tumore alla prostata sono gli anziani obesi o in sovrappeso (in questa categoria rientrano infatti circa il 63%dei casi), cui si aggiunge l’eccesso di alcool e tabacco in età avanzata. 
“Correggere le proprie abitudini presenta enormi vantaggi anche se in un’età matura – aggiunge il prof. Palazzo – Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Stili di vita sani, non solo hanno effetti preventivi, ma quando si è colpiti dalla malattia, aiutano a rispondere meglio alle terapie e ad abbassare il rischio di recidiva”. 
Non soltanto dunque il tumore alla prostata si può prevenire ma una volta scoperto può anche essere aggredito e vinto cambiando profondamente le proprie abitudini e gli stili di vita. 
Il problema è che la prevenzione come detto è carente e il tumore spesso viene individuato in fase avanzata quando ormai combatterlo è diventato più difficile. “Un secondo problema su cui dobbiamo informare questa fascia della popolazione – prosegue l’esperto – riguarda il momento della diagnosi. La maggior parte dei tumori nella terza età sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi”. 
Ecco dunque perché a Cosenza si è deciso di affrontare il problema promuovendo attraverso questa iniziativa una forte campagna di sensibilizzazione rivolta alla prevenzione. Questo perché prevenire è sempre meglio che curare. Ma anche intervenire in tempo può essere molto importante rispetto ad affrontare il problema quando ormai è troppo tardi per farlo. 
Eppure il tumore alla prostata se affrontato in tempo può pure garantire, attraverso gli stili di vita più adeguati, una positiva convivenza fra l’individuo e la malattia. Tutto sta nell’intervenire in tempo. 
Tuttavia non è facile individuare la presenza del tumore come lo stesso oncologo è costretto ad ammettere.  “Si tratta di una malattia subdola, perché possono passare anni prima della comparsa di sintomi significativi. Tuttavia, grazie a una maggior attenzione al proprio stile di vita e a nuovi trattamenti, questo tumore può essere gestito bene, anche in età molto avanzata. Nove pazienti su dieci, infatti, superano o convivono con la malattia con una buona qualità di vita. A differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci. Per questo è importante informare sulla malattia. Diffonderemo negli incontri anche un opuscolo che consente ai malati e ai loro familiari di conoscere la patologia, capire cosa è, come si diagnostica e come si tratta e, inoltre, fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la neoplasia ha nella quotidianità della persona”.

Insomma, la chiave di successo sta tutto in un’adeguata attività di monitoraggio e di controllo del proprio stato di salute per fare in modo che si possa individuare in tempo l’insorgenza della malattia. Ma intanto a scopo preventivo è opportuno modificare le proprie abitudini, controllando il peso corporeo e facendo in modo che non si abusi con un’alimentazione sregolata, con gli alcolici e con il fumo. Tutte abitudini difficili da combattere, ancora di più quando non si ha consapevolezza del rischio o non si prendono in seria considerazione i primi sintomi. Ecco perché serve informare, sensibilizzare ed educare. Conoscere il problema, prevenirne gli effetti e comprenderne l’arrivo potrebbe fare la differenza: in una sola parola può salvare la vita. 

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