Di Gelli in Boschi: la settimana è tutta aretina

19 dicembre 2015 ore 16:27, intelligo
Di Gelli in Boschi: la settimana è tutta aretina
Parte e torna ad Arezzo la settimana politica. E non è una “gita fuori porta” perché in mezzo c’è una mozione di sfiducia al ministro renziano e le proteste dei risparmiatori rimasti senza risparmi che, sul piano politico, potrebbero “pesare” sul gradimento di Renzi-premier-segretarioPd. Settimana incandescente, culminata con il voto alla Camera sulla sfiducia alla Boschi targata 5S (durissimo il j’accuse di Di Battista dagli scranni pentastellati), respinta (era scontato visti i numeri della maggioranza a Montecitorio) ma servita per “portare” il giovane ministro in Aula e dunque davanti al Paese a dire della vicenda BancaEtruria. Ma è anche la settimana della morte di Licio Gelli, aretinissimo, e di un pezzo di storia del Paese di cui è stato protagonista a cavallo degli anni Settanta-Ottanta. 

BOSCHI IN AULA. Il ministro si difende dalle accuse di conflitto di interessi che le vengono mosse dalle opposizioni più oltranziste – non solo 5S ma anche Lega e Fdi, più sfumata la posizione di Fi che non partecipa al voto - ma la sua è anche una “requisitoria” all’indirizzo di chi la vuole mettere sulla graticola. Non tradisce alcuna emozione mentre parla in Aula, anzi, la sfida ai suoi detrattori è rilanciata quando si domanda – retoricamente -: “Ci sono stati atti che hanno favorito mia famiglia? C'è stato un favoritismo, una corsia preferenziale? Se la risposta fosse sì sarei io la prima a ritenere necessarie le mie dimissioni”. Che tradotto vuol dire: a chi mi accusa di conflitto di interessi io rispondo che manca la prova dell’interesse. E’ questo il punto di forza che la Boschi rivendica e rilancia nella replica parlamentare ed è quello che i fedelissimi renziani vanno ripetendo da giorni come un “mantra” in tutti i talk televisivi in cui si parla del decreto salva-banche e dei risparmi degli investitori azzerati nell’arco di una notte. Ma mentre l’Aula respinge la mozione grillina è nel centrodestra che si appunta l’interesse di cronisti e osservatori politici perché Salvini non gradisce la posizione prudente dei berlusconiani sulla Boschi (la Lega ha votato la mozione dei grillini) spingendosi a dire che “la coalizione è a rischio”. Che succede? La prova del nove ci sarà a gennaio sulla mozione di sfiducia non alla Boschi ma al governo Renzi che la Lega ha presentato insieme agli alleati. Il presidente dei deputati leghisti Massimiliano Fedriga è cauto ma efficace: “Aspettiamo i forzisti alla prova dei fatti. Da Salvini un monito”. Dalla sponda di Fi replica a distanza il senatore Lucio Malan che spiega: “La realtà è un’altra”. La critica più tranchat sul piano politico arriva da CasaPound che con Simone Di Stefano a Salvini consiglia di “trarre le conclusioni” sulla posizione di Fi invitandolo a “scaricare” Silvio: “Vinciamo i 5S senza Silvio”. Sulle dimissioni del ministro Boschi intervengono anche l’ex dem Stefano Fassina, ora leader di Sinistra Italiana che vota la mozione 5S (e punta il dito “su un conflitto di interessi già emerso”) e il filosofo Massimo Cacciari per il quale un certo atteggiamento definito da più parti “arrogante” delle Boschi non è altro che “l’imitazione dell’atteggiamento del capo”, alias Renzi.  

Ma è anche la settimana che dopo 32 voti andati a vuoto (quasi due anni) sancisce l’elezione dei tre giudici della Consulta che mancavano all’appello. Non passa il candidato di Fi, Sisto, e alla fine il blocco si sblocca con l’asse Pd-M5S. Danilo Toninelli, parlamentare 5S, respinge al mittente le accuse di “inciucio” coi dem: “L'accordo? Fi è sbriciolata e Renzi è in grande difficoltà”. 

GELLI SE NE VA. La morte di Licio Gelli riapre i dossier giornalistici sull’ex Venerabile della Loggia P2 e su cosa ha rappresentato per la storia del Paese. Intelligonews ha “interrogato” giornalisti e intellettuali che si sono occupati per anni della vicenda P2. Andrea Purgatori ricorda quando “la P2 voleva impossessarsi del Corriere della Sera”, mentre Filippo Facci considera Gelli “il personaggio più sopravvalutato della sopravvalutata storia occulta di questo Paese”. Diverso il punto di vista di Gabriele Adinolfi che spiega cosa è stato – ieri e oggi - “il suo potere”. Il direttore de Il Borghese, Mario Tedeschi, richiama la vicenda del padre e descrive la massoneria di quei tempi e quella attuale. Il direttore di Intelligonews Fabio Torriero, firma un editoriale nel quale ripercorre il suo incontro a Villa Wanda con Licio Gelli e le frasi che da quella conversazione dettero chiaro il quadro della visione strategica di uno dei personaggi più controversi della storia repubblicana. 

LuBi
autore / intelligo
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