Caso Mahoney. In Conclave scardinatelo

19 febbraio 2013 ore 15:09, Federico Canzi
Caso Mahoney. In Conclave scardinatelo
“Stay at home”
, Cardinale Mahoney. È questa la richiesta che sta mobilitando numerosi cattolici degli Stati Uniti, tramite una petizione pubblicata su “Catholics United” e ripresa in Italia da Famiglia Cristiana
. Il Cardinale Mahoney è stato infatti privato, il 31 gennaio scorso, di qualunque incarico amministrativo o pubblico dall’attuale arcivescovo di Los Angeles Josè Gomez, per non aver garantito la giusta protezione da crimini di natura sessuale perpetrati a giovani affidati alle sue cure. Ciò nonostante, il suo nome figura tutt’oggi nell’elenco dei cardinali elettori che parteciperanno all’imminente Conclave, come riportato sul sito della Santa Sede (www.vatican.va). Ma Perché Mahoney, nonostante la sanzione comminata, potrà comunque partecipare al Conclave? Può il Cardinale rinunciare ad eleggere il nuovo Papa? È possibile impedirglielo e con quale autorità? LA RINUNCIA. In effetti, non è per nulla scontata la possibilità di rinunciare all’esercizio del diritto di elezione. Tale prerogativa infatti, più che una semplice facoltà, è un preciso “diritto- dovere”, come espressamente stabilito nella costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis” che disciplina la Sede Vacante e l’elezione del Romano Pontefice. Se la norma è che nessun Cardinale elettore può essere escluso dall'elezione sia attiva che passiva “per nessun motivo o pretesto” è, tuttavia, espressamente previsto  che non abbiano il diritto di eleggere il Papa i Cardinali “canonicamente deposti o che abbiano rinunciato, col consenso del Romano Pontefice, alla dignità cardinalizia” (vds. “Universi Dominici Gregis” nn. 35 e 36). La petizione ha, dunque, sicuro fondamento e scopo possibile e praticabile: indurre il Cardinal Mahoney a rinunciare o, quantomeno, a non recarsi nella Città del Vaticano per il Conclave, considerato che in questo caso gli altri Cardinali “procederanno liberamente alle operazioni dell'elezione, senza attenderlo” (vds. “Universi Dominici Gregis” n. 40). L'INTERVENTO DEL PONTEFICE. Un intervento di Benedetto XVI avrebbe certamente peso decisivo per la risoluzione della vicenda. È ciò che molti auspicano, magari in forma di ufficiale richiesta al Cardinal Mahoney, di rinunciare al diritto di elezione oppure, come già accaduto nella storia della Chiesa, di privazione del diritto stesso per i fatti verificatisi in passato nella diocesi di Los Angeles. UNA RIFORMA POSSIBILE. La questione solleva comunque, in prospettiva, una domanda: vista la mutata situazione nella quale sta vivendo oggi la Chiesa nonché l’importanza che sempre più è data ai cosiddetti codici etici nelle più svariate dinamiche della vita sociale, non è forse opportuna in tal senso una revisione normativa di taluni aspetti inerenti il diritto di elezione del Pontefice? Una modifica, del resto, sarebbe possibile, basti ricordare la perdita del diritto di elezione al compimento dell'ottantesimo anno d’età stabilita da Paolo VI col Motu proprio “Ingravescentem aetatem”. E appare, questa sì, una riforma auspicabile per evitare il ripetersi di casi come questo nei quali risulta fortemente paradossale che un Cardinale privato di qualunque incarico amministrativo o pubblico possa, viceversa, avere la responsabilità della scelta di colui che dovrà guidare la Chiesa in modo adeguato alle esigenze dei tempi.
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