Toto-tutti: gli uomini di Renzi, dei poteri forti e di Napolitano

19 febbraio 2014 ore 13:50, Lucia Bigozzi
Toto-tutti: gli uomini di Renzi, dei poteri forti e di Napolitano
Uomini giusti al posto giusto. La cifra del governo-lampo Renzi che ancora non c’è, si muove su incastri ed equilibri, diretti e indotti. Obiettivo: ‘fare’ dal renzismo, ma anche ‘durare’ dal gergo della realpolitik. E gli incastri da far combaciare girano nella triangolazione Palazzo Chigi-Colle-poteri forti. Intelligonews anticipa come e con chi…
UOMINI DI RENZI AL GOVERNO. Fedelissimi, con in mano il breviario della liturgia renziana, incamminati sulla strada per Palazzo Chigi. Uomini e donne su cui Renzi può fare affidamento accada ciò che accada; ‘scudi’ e al tempo stesso ‘cuscinetti’ al tavolo del Consiglio dei ministri e nella relazioni col parlamento. Tre su tutti alle poltrone ministeriali. Graziano Del Rio, anzitutto. Renziano più di Renzi, prima come sindaco poi come "guest star" (con annessa standing ovation) della Leopolda nelle tre versioni, poi come ministro renziano alla “corte” di Letta e infine come uomo-grimaldello-grancommis-eminenzagrigia nel governo che verrà. Per lui ci saranno solo poltrone di peso: dall’Economia al Viminale (nonostante le resistenze di Alfano che ha già dovuto mollare il ruolo di vicepremier dal momento che Renzi di vice non ne vuole), alla Presidenza del Consiglio nel ruolo che un tempo fu di Letta (Gianni) al fianco del Cavaliere. Maria Elena Boschi è emissario e gran cerimoniere di Renzi al tavolo delle riforme costituzionali. Sua l’impronta nei duri giorni delle trattative con l’archistar iperberlusconiano dei sistemi di voto Denis Verdini, sua la mediazione con i ritrosi alleati dei partiti “piccoli” – da Alfano a Casini passando per Scelta Civica -, sua la sintesi sull’Italicum propedeutica al patto Renzi-Berlusconi. Insomma, la "Richelieu" delle Riforme e come tale destinata all’omonimo dicastero che fu di Gaetano Quagliariello, gran saggio di Napolitano sulle riforme arenate dal parlamento e “teologo” del Nuovo Centrodestra nella fase della scissione da Fi. In uscita da Palazzo Chigi, non a caso guiderà – si dice – il partito di Alfano. Roberto Giachetti, renziano della prima ora, è l’uomo del dialogo e della mediazione nella tribolata navigazione non solo della nuova legge elettorale, ma anche della riduzione del numero dei parlamentari, la revisione dell’architettura istituzionale e sull’altrettanto infuocato dossier del finanziamento pubblico ai partiti. Battagliero in versione nonviolenta, Giachetti si è fatto due mesi di digiuno per suonare la sveglia alla politica e al suo partito. Nel governo Renzi si occuperà di Rapporti col Parlamento. Casella ‘fisiologica’, per lui e la sua storia. UOMINI DEI POTERI FORTI NEL GOVERNO RENZI. Se ne fa un gran parlare ma è un dato di fatto che il giovane premier piaccia agli ‘antichi’ feudatari dell’economia, dell’imprenditoria e della finanza (alta e bassa). L’Ad di Eni, Scaroni, si definisce amico di Renzi, i banchieri che contano lo guardano con interesse, la finanza lo blandisce e i mercati gli danno fiducia mandando giù lo spread: da piazza Affari fino alla City londinese e oltre-Oceano a sentire le parole di Alan Friedman nei talk politici. Che dire poi di Carlo De Benedetti che per il giovane sindaco-rottamatore nutre simpatia. Proprio quel De Benedetti finito al centro di polemiche sull’affaire della telefonata del finto Vendola al vero Fabrizio Barca (alla Zanzara), indicato come ‘l’imprenditore’ attento alle trame di Palazzo e alla lista dei ministri da comporre. L’Ingegnere ha smentito seccamente, ma che l’era-Renzi eserciti su di lui un certo fascino, non è un mistero. Luca Cordero di Montezemolo è il nome che continua a girare (anche se con meno insistenza rispetto a qualche giorno fa per la squadra di Palazzo Chigi, come pure quello (quotazioni in calo, però) di Oscar Farinetti, patron di Eatly, protagonista della Leopolda e fan di Matteo. Davide Serra, il finanziere, Diego Della Valle alias Mister Tod’s e patron della Fiorentina (amatissima da Renzi), Paolo Fresco, ex Ad di Fiat e gli altri nomi altisonanti dell’imprenditoria e della finanza nell’elenco dei sostenitori della Fondazione Open, sono il cotè del renzismo declinato in chiave premiership. UOMINI DI NAPOLITANO NEL GOVERNO RENZI. Tecnicamente si chiama ‘moral suasion’, ma il suo significato assume un ruolo anche politico se si guarda al tutt’altro che low profile assunto dal Colle negli ultimi tre anni, quelli dei premier tecnici arrivati a Palazzo Chigi senza passare dal VIA (urne). Il “peso” di Giorgio Napolitano, pervicacemente convinto della necessità di un governo di larghe intese proprio negli anni più bui e dolorosi della crisi che miete posti di lavoro e vite di imprenditori che se le tolgono, è nei fatti. Prima con Monti, poi con Letta, adesso con Renzi, il capo dello Stato vuole affidare il paese nelle mani di un governo stabile e governabile che faccia le cose e risolva i problemi, partendo dal presupposto che la responsabilità di una fase tanto delicata è la “regola” per responsabilizzare i partiti e rivitalizzare una politica asfittica e stanca. Per questo anche nelle composizioni dei governi che si sono succeduti dal dopo-Berlusconi al Renzi-One, Napolitano ha usato tutta la moral suasion che il ruolo gli consegna, per consigliare uomini giusti al posto giusto. Nel governo del sindaco d’Italia, c’è un nome in particolare che i rumors di Palazzo associano a quello del presidente della Repubblica: Emma Bonino, ministro degli Esteri in uscita ma destinata a rientrare, forse a restare alla Farnesina. Le altre caselle ‘monitorate’ sono l’Economia anche nella proiezione delle relazioni con l’Europa (Tesoro e pure gli altri dicasteri ad hoc) e la Giustizia. Servono uomini o donne con standing riconosciuti, consolidati e apprezzati, non solo a Roma. Stesso discorso per i ministeri che dovranno completare (anzi realizzare) la stagione delle riforme. Non è un caso – secondo gli spifferi di Intelligonews – che dal Colle sarebbe arrivato l’imput per Enrico Letta al Tesoro, poi rifiutato dal diretto interessato. Stesso discorso per via Arenula dove nelle intenzioni di Renzi (probabilmente anche in quelle di Napolitano) deve andare una personalità competente, capace di mettere mano ai complessi dossier delle riforme. Idem per le riforme istituzionali. Mission: vietato fallire.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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