Libia, Borghezio (LN): “La posizione 'tartufesca' dell’Onu. La Grecia stia con Putin. Ricordiamo i marò"

19 febbraio 2015 ore 12:10, Lucia Bigozzi
Libia, Borghezio (LN): “La posizione 'tartufesca' dell’Onu. La Grecia stia con Putin. Ricordiamo i marò'
“L’Onu ha una posizione "tartufesca". Subito blocco navale davanti alla Libia per fermare clandestini e bombe umane, coinvolgimento della Russia e dei Paesi Arabi anti-Isis”. E’ la via che Mario Borghezio, europarlamentare della Lega, indica nel delicato scacchiere nord-africano. Nella conversazione con Intelligonews affronta anche il dossier Grecia per dire che “se io fossi greco starei con Putin” e il terzo anno dei Marò in India, con accuse neanche troppo velate al governo Renzi... Come legge la risoluzione Onu sulla Libia? E’ un decidere di non decidere? «L’unica soluzione necessaria è quella prospettata dalla Lega e da Salvini, ovvero il blocco navale davanti alla Libia. Siamo di fronte a uno scenario che un grande letterato francese aveva previsto venti anni fa e cioè l’invasione dell’Europa da parte di centinaia di migliaia – e aggiungo io un domani di milioni – di clandestini, rifugiati del terzo mondo. Il problema è che stavolta c’è una minaccia concreta nei confronti dell’Italia che si è dimostrata incapace di comprenderne la portata, basti pensare alla debolezza della Mogherini per ottenere misure indispensabili alla difesa dei nostri confini, sia in sede Onu che in sede europea». Ma la risoluzione Onu da che parte va? «Credo che sia una posizione tartufesca e che gli inviati Onu abbiano dimostrato di saper fare nient’altro che un po’ di turismo. La realtà è che non riescono a mettere alcun rimedio agli errori spaventosi che l’Occidente ha commesso soprattutto su spinta francese e su forte sollecitazioni di Sarkozy, creando una situazione talmente grave e pericolosa da imporre misure per difendere i confini». Serve un intervento militare in Libia? «Credo che ormai i Paesi limitrofi del Mediterraneo si debbano assumere una responsabilità e in questo ritengo importante il coinvolgimento in sede internazionale ma anche in un ruolo attivo, degli Stati Arabi che si oppongono all’Isis: da questo punto di vista l’Egitto di Al Sisi deve diventare un punto di riferimento. Potremmo incoraggiare gli Stati Arabi anti-Isis ad avere un ruolo maggiore sostenendoli e facendo in modo che venga realizzato un argine decisivo nei confronti del terrorismo islamico fattosi Stato». In questo scacchiere la Russia di Putin può giocare una funzione importante o no? «Questa Europa così diffidente e reattiva verso Putin non ha capito l’importanza del ruolo che per gli equilibri internazionali può assumere una potenza come la Russia, considerando anche la sua capacità di influenza politica nel mondo arabo. Ma tutto questo non è reso possibile dalla politica ottusa che questa Europa ha attuato con le sanzioni alla Russia; quindi il cerchio si chiude. Siamo in una fase molto pericolosa che vede la conferma, per molti inaspettata, nelle rivelazioni del Telegraph basate su documentazione di fonte jihadista secondo cui c’è una precisa strategia del Califfato per infiltrare i clandestini come loro truppe attive nel nostro territorio…». Si riferisce alle cosiddette “bombe umane”? «Esattamente. Le minacce dell’Isis contro Roma, accolte con molta superficialità dall’Europa sono, invece, molto concrete e dovrebbero far tremare i polsi a chi ama la pace. Certamente li fa tremare a noi che amiamo il nostro Paese». Parliamo di Greci: da un lato la pressione di Obama su Tsipras affinchè accetti le condizioni dell’Ue; dall’altro l’asse Atene-Mosca. Secondo lei il premier greco a chi dovrebbe dar retta? «Credo che l’intervento così pesante dell’America di Obama ci consenta di leggere molto bene quali enormi interessi si muovono nei confronti di un Paese di grande tradizione e cultura ma debole economicamente come la Grecia. I nostri legami di affinità storica e di solidarietà, ci deve far stare dalla parte di questo popolo coraggioso che chiede solo di far fronte ai propri impegni in maniera diversa dai tecnocrati europei. Da questo punto di vista, se fossi greco non esiterei un minuto ad abbracciare la ciambella di salvataggio che la Russia pare stia gettando alla Grecia; non  fosse altro per controbilanciare l’enorme influenza che questa Europa a trazione tedesca e ispirata agli interessi delle multinazionali e del mondo finanziario, esercita in maniera esacerbata, imponendo politiche di austerità che non hanno dato risultati». Oggi sono tre anni dall’arresto dei Marò. Non è cambiato nulla? «Leggevo proprio oggi alcuni lanci Ansa sul fatto che l’India sta varando un piano di espansione dei propri investimenti militari; quindi siamo di fronte a una potenza che si sta collocando nello scacchiere mondiale. Rispetto a questo scenario, l’Italia è stata lasciata sola con un governo debole che non riesce a far sentire la propria voce nemmeno dalla poltrona più alta dell’Alto rappresentante europeo della politica estera. Questa umiliazione dell’Italia dovrebbe fa riflettere tutti coloro che hanno perso il senso della dignità nazionale. Anche per questo con la manifestazione a Roma il 28 febbraio lanciata da Salvini vogliamo lanciare un messaggio forte di coloro che non si riconoscono non solo nel politicamente corretto ma soprattutto in questa politica balbettante di un governo che prima parla di intervento militare e poi scodinzola alle decisioni imposte dai poteri internazionali. Con una leadership politica così, non possiamo illuderci che i due Marò avranno una soluzione vicina: sono nel cuore di milioni di italiani ma non in quelli della classe politica».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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