Dai reality alla direzione di Rai3, Daria Bignardi si difende: "Non sono renziana"

19 febbraio 2016 ore 7:40, Adriano Scianca
Respinge l'etichetta di renziana e le critiche su "qualche flop in tv" e auspica di portare Rai3 "nella contemporaneità". Così parlò la nuova direttrice Daria Bignardi, durante la conferenza stampa a viale Mazzini, tenuta dalla presidente e dal direttore generale della Rai, Monica Maggioni e Antonio Campo Dall'Orto, con i nuovi direttori delle reti generaliste. La popolare conduttrice televisiva che ha nel suo curriculum trasmissioni di genere molto diverso, da Il Grande Fratello (le prime due edizioni con tanto di record di ascolti) a Le Invasione Barbariche su La7, da La Fattoria a Tempi moderni. "Rai3 è la rete delle inchieste, e poi è la rete della cultura, che vuol dire di tutto, ma Rai3 ha una missione di approfondimento più di altre, che sono più portate all'intrattenimento - ha sottolineato la Bignardi - I punti di forza, che sono le inchieste e l'approfondimento culturale fanno l'identità della rete". Obiettivo? "Portare la rete nella contemporaneità, questo è un problema che ad esempio non ha Fabio Fazio, il suo è un programma contemporaneo dall'inizio alla fine, nei contenuti e nell'immagine poi ci sono altri programmi, magari magnifici, che hanno un vestito un po' vecchio e che va attualizzato. Dobbiamo uscire dalla logica degli ascolti che è un'anomalia degli ultimi decenni, la Rai non è nata per questo".

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Rimandate al mittente anche le critiche per i flop. "Questa storia degli insuccessi non è vera, andate a vedere i resoconti storici degli ascolti, le Invasioni barbariche hanno fatto il 4% da sempre" e l'accusa di un atteggiamento morbido durante le interviste al premier Renzi: "Non è vero che l'ho trattato bene, non mi si può dare della renziana''.
Il presidente Rai, Monica Maggioni, ha sottolineato il "lavoro molto intenso in termini di ore e di scouting, con molti tentativi per arrivare a questo risultato in totale libertà intellettuale. Il dg si è mosso guardando al prodotto e ai vari pezzi dell'azienda, cercando le persone che sanno lavorare al meglio". Tra i nomi arrivi anche nomi storici della Rai come Angelo Teodoli e Andrea Fabiani "La commistione è una cosa molto positiva - ha spiegato la Maggioni - Chi viene da fuori porta idee e percorsi che si incontrano con persone dentro la Rai e così si ha l'occasione di migliorare".








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