Stime sul Pil: l’Ue ammonisce l’Italia, l’Ocse ammonisce l’Ue

19 febbraio 2016 ore 10:37, Luca Lippi
L’unione europea si preoccupa di bacchettare l’Italia circa le previsioni sul Pil, poi ci pensa l’Ocse, invece, a bacchettare l’Europa sul suo di Pil. Una guerra di numeri ma che nei fatti sono solo la “ruzzola” di una politica globale sostanzialmente da correggere perché il ramo è storto e bisogna riportarlo a una posizione più adeguata per sostenere la crescita di nuove fronde.

Stime sul Pil: l’Ue ammonisce l’Italia, l’Ocse ammonisce l’Ue
Quello che dice l’Ue sull’Italia: L'Unione europea rivede leggermente al ribasso (-0,1%) le stime di crescita dell'Italia, che si attestano a +0,8% nel 2015, +1,4% nel 2016 e +1,3% nel 2017. "Dopo essere cresciuta moderatamente nel 2015, l'economia italiana guadagna slancio nel 2016 e 2017 col rafforzarsi della domanda interna", sottolinea Bruxelles. In rialzo dal 2,3% al 2,5% le stime sul deficit 2016, giù invece la disoccupazione: 11,9% nel 2015, 11,4% nel 2016 e 11,3% nel 2017. Sulla crescita, l'Ue precisa che "la caduta dei prezzi del petrolio e una posizione di bilancio espansiva sosterranno la domanda e compenseranno il rallentamento degli export" registrato nella seconda metà del 2015". 
Ritoccate al rialzo le previsioni sul deficit - La Commissione cambia poi al rialzo le stime sul deficit di bilancio per l'Italia: per il 2016 si stima un deficit al 2,5% e all'1,5% per il 2017 (contro i precedenti 2,3% e 1,6%). Quanto al rapporto tra debito e Pil, l'Ue prevede un'attenuazione al 132,4% quest'anno dopo il 132,8% del 2015, e il 130,6% nel 2017.
Poi l’Europa non tralascia di autoincensarsi, Nella zona euro la crescita dovrebbe raggiungere quest'anno l'1,7% rispetto all'1,6% dello scorso anno, per attestarsi all'1,9% nel 2017 secondo le previsioni d'inverno della Commissione. A novembre Bruxelles vedeva un Pil 2016 all'1,8%. Per l'Ue, invece, si prevede che la crescita economica rimanga stabile all'1,9% quest'anno, salendo al 2% l'anno prossimo. Le previsioni, sottolinea la Commissione, "indicano prospettive generali di crescita sostanzialmente invariate dall'autunno, anche se aumenta il rischio che, soprattutto a causa di fattori esterni, la crescita risulti inferiore a quanto anticipato".

Quello che dice l’Ocse sull’Europa: l’Ocse offre una lettura sull’economia globale, e ovviamente dedica un capitolo anche all’Europa. Il capo economista dell'Ocse, Catherine L. Mann dichiara: "I dati recenti hanno deluso e gli indicatori puntano a una crescita più lenta nelle principali economie, nonostante la spinta che arriva dal basso prezzo del petrolio e dai bassi tassi di interesse. Dati i notevoli rischi al ribasso derivanti dalla volatilità del settore finanziario e il debito dei mercati emergenti è urgente concentrandosi su un maggiore utilizzo delle politiche strutturali e fiscali pro-crescita al fine di rafforzare la crescita e ridurre i rischi finanziari".
L’area euro è destinata a crescere a un tasso dell'1,4% nel 2016 e un ritmo 1,7% nel 2017. Precedentemente l'Ocse stimava un +1,0% per l'area euro nel 2016, siamo piuttosto sotto alle previsioni stimate dalla stessa Europa per se stessa.
Per la Germania l’Ocse prevede una crescita del 1,3% nel 2016 (dal precedente +1,8%) e dell'1,7% nel 2017, in Francia del 1,2% nel 2016 e 1,5% nel 2017. Per l'Italia l'Ocse stima un tasso di crescita dell'1% nel 2016 rispetto al +1,4% indicato lo scorso autunno. Confermata invece a +1,4% la stima per il Pil 2017.

autore / Luca Lippi
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