Rimborsi agli obbligazionisti? Ristoro ai presunti truffati appeso alla politica

19 febbraio 2016 ore 11:36, Luca Lippi
Non sarà una questione facile da risolvere e neanche troppo veloce, è bene che i risparmiatori delle quattro banche oggetto del decreto salva banche se ne facciano una ragione. I decreti che devono fissare i criteri per i rimborsi agli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti proseguono il loro corso a rilento, la Legge di Stabilità ha stanziato 100 milioni di euro per rimborsare parzialmente chi è stato truffato e ha comprato i bond senza conoscerne i rischi, prevede che le norme attuative con i dettagli su come “selezionare” chi verrà indennizzato e la nomina degli arbitri siano emanati entro 90 giorni ( e siamo ai giorni nostri), dare una corsia preferenziale ai casi più “gravi”; per esempio chi ha investito meno di 100mila euro pari a più del 50% del suo patrimonio, come ventilato dal presidente delle new bank Roberto Nicastro dal punto di vista giuridico non avrebbe senso e violerebbe il principio dell’uguaglianza di trattamento. 

Rimborsi agli obbligazionisti? Ristoro ai presunti truffati appeso alla politica
Ma la coperta è corta: i 100 milioni del Fondo di solidarietà bastano per coprire solo le perdite di circa 2.500 persone, se si considerano appunto quelle più esposte. E resta da vedere se andrà in porto l’ipotesi di destinare ai rimborsi anche una parte dei soldi ricavati dalla cessione dei crediti deteriorati delle bad bank.
Oltretutto c’è la questione di capire qual è la strategia che dovrebbe coordinare la camera arbitrale dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone e l’accoppiata Bankitalia-Consob (responsabili di non aver vigilato in modo adeguato né messo in guardia i risparmiatori).
In questo Raffaele Cantone, è stato piuttosto chiaro: “Ci sono nodi politici più che tecnici che devono essere ancora sciolti”, lo ha detto a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti.
I criteri e gli indicatori che l'Anticorruzione dovrebbe applicare terrebbero conto di diversi elementi, a partire dalla correttezza del profilo di rischio e dall'esposizione (e quindi all'entità della perdita) del singolo risparmiatore. Questi criteri nonostante la velocità promessa e promossa da Padoan e Renzi, sono ancora da stabilire. Saranno un decreto interministeriale e uno della presidenza del Consiglio, come indicato dalla legge di Stabilità, a definire i meccanismi per fare partire gli arbitrati. E allora che si mettano sereni i risparmiatori in odore di essere stati truffati, prima che si prendano decisioni “pericolose” ci sono le elezioni; è la politica bellezza!

autore / Luca Lippi
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