Guerra in Siria, donne e bambini le prime vittime. Il tragico rapporto di MSF

19 febbraio 2016 ore 12:26, Americo Mascarucci
Guerra in Siria, donne e bambini le prime vittime. Il tragico rapporto di MSF
Le donne e i bambini sono i soggetti più a rischio, le prime vittime dei bombardamenti in Siria.
E' quanto emerge da un rapporto diffuso da Medici senza Frontiere, che in pratica cerca di fotografare l’impatto provocato dal conflitto contro i civili attraverso i dati raccolti in 70 fra gli ospedali e le strutture sanitarie supportate dall'organizzazione in Siria nordoccidentale, occidentale e centrale. 
Nel complesso, riporta il rapporto, sono stati 154.647 i feriti e 7.009 le vittime di guerra documentate in quelle strutture nel solo 2015, di cui il 30-40% sono donne e bambini.  
"I dati che abbiamo raccolto sono sconcertanti, ma sono solo una fotografia parziale di un bilancio molto più grave -  ha spiegato la dott.ssa Joanne Liu, presidente internazionale di MSF - Le persone morte o ferite al di fuori delle strutture supportate da MSF non rientrano nel conto. La situazione complessiva è verosimilmente molto, molto peggiore".
Secondo il rapporto  63 ospedali e strutture sanitarie supportate da MSF sono state attaccate o bombardate in 94 diverse occasioni nel solo 2015. 12 strutture sono state distrutte e 23 membri dello staff sono rimasti uccisi. 
"I membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quattro dei quali sono attivamente coinvolti nella guerra in Siria, devono rispondere del loro fallimento nell'adempiere alle loro più banali responsabilità verso i civili - ha aggiunto Joanne Liu - Le stesse risoluzioni del Consiglio proibiscono gli attacchi contro i civili, gli attacchi contro le strutture sanitarie, le tattiche di assedio che costringono le comunità alla fame, eppure è esattamente così che questa guerra viene condotta con la loro partecipazione".
 
Nella regione di Damasco sono sotto assedio più di 70 comunità e quartieri, per una popolazione stimata di 1.450.000 persone. Forniture mediche ed evacuazioni mediche non vengono quasi mai autorizzate in queste aree, dove le strutture supportate da MSF hanno trattato 93.162 pazienti feriti nel solo 2015. 
"L’assedio di Madaya - denuncia MSF- ha costretto la popolazione alla fame causando la morte di 49 persone tra dicembre e gennaio. Si stima che quasi mezzo milione di persone vivano sotto assedio in altre aree della Siria, tra cui i governatorati di Homs e Deir ez-Zor. MSF ha chiesto ripetutamente di poter evacuare i pazienti gravemente malati dalle aree assediate e di consentire l’accesso di adeguati e regolari aiuti umanitari in queste aree".
Nel 2016 sono già state bombardate almeno 17 strutture sanitarie in Siria, di cui sei supportate da MSF. Il 15 febbraio l’ospedale supportato da MSF a Ma’arat Al-Numan, nella provincia di Idlib, è stato distrutto da attacchi multipli che hanno ucciso 25 persone tra cui nove membri dello staff. Era un ospedale pienamente funzionante con 30 posti letto che ogni mese si prendeva cura di migliaia di persone. 
Un bilancio dunque tragico che conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, come i primi a pagare le conseguenze della guerra sono gli innocenti. La storia insomma si ripete sempre più tragicamente uguale a se stessa. 
 

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