Il New Deal non è in Tusk, perchè non esiste ancora l’accordo tra Ue e Cameron

19 febbraio 2016 ore 14:30, intelligo
di Michele Buontempo

La rinegoziazione degli accordi tra Inghilterra e Ue porta la novità  del taglio dei benefit ai migranti che tanto fa infuriare i paesi dell’Est Europa.
Prima di riportare a Londra il nuovo accordo con L’Ue ed iniziare la campagna del referendum Brexit a Giugno (dentro o fuori ) il n.10 di Downing street David Cameron  sta avendo  difficoltà nel ricevere garanzie dai leader Europei per farlo approvare  dopo che quest’ultimi hanno proposto modifiche all’ultimo minuto. Angela Merkel intende cogliere la rinegoziazione per applicare loro stessi il taglio dei benefit proposto da Cameron. Infatti sottolinea il Daily Telegraph come Germania ed Austria vogliano approfittare dell’emergenza rottura offerta all’Inghilterra per tagliare i pagamenti dei benefit ai migranti arrivati in massa dai paesi dell’est Europa ed il Medio Oriente. Donald Tusk Presidente del Consiglio Europeo facendo appello ai leader europei consiglia di trovare un accordo dice:” Non abbiamo scelta”; in una lettera a loro rivolta ha scritto "è un momento cruciale per la nostra Unità e per le relazioni tra il Regno Unito e l’Europa”.

Il New Deal non è in Tusk, perchè non esiste ancora l’accordo tra Ue e Cameron
Le statistiche pubblicate oggi, dimostrano un aumento di un milione di migranti Europei che lavorano in Inghilterra  negli ultimi cinque anni.
All’incirca 1 su 9 lavoratori in Inghilterra  è straniero , dopo l’ulteriore aumento di migranti Europei a 2 milioni da dicembre dello scorso anno. Più della metà provengono dall’est Europa con un record di 201.000 Rumeni e Bulgari. Il numero di migranti Europei in Inghilterra dall’insediamento di Cameron a Primo Ministro nel 2010 è maggiore dei 13 anni precedenti messi insieme. Gli inglesi euroscettici contestano a Cameron di non aver fin ora messo in discussione la libertà di movimento di persone nella sua negoziazione con l’UE. La strategia di Cameron è invece quella di usare il taglio ai benefit dei migranti come deterrente per disincentivare il turismo del welfare. Alp Mehmet, vice gabinetto dell’Osservatorio sull’Immigrazione nel Regno Unito dice  "occorre diminuire l’entrata di lavoratori dall’UE se si spera di diminuire il totale netto dei migranti poiché l’aumento di lavoratori stranieri è stato di mezzo milione dei quali 200.000 provenienti dall’UE". In questo ultimo anno 47.000 da Bulgaria e Romania più del 3’% ed il numero di altri paesi Europei incluso Italia Spagna Francia e Germania è aumentato di 100,000. Attualmente ci sono 3.2 milioni di lavoratori stranieri incluso migranti non-EU su 28 milioni di Inglesi. Steve Baker, parlamentare dei Tory e segretario dei conservatori per l’Inghilterra dichiara invece: "Fuori i miei elettori  inglesi-asiatici associano le difficoltà nel portare le loro famiglie qui quando vedono le statistiche del numero di persone provenienti dall’Est Europa”.

Le problematiche di fondo per Cameron per il  New Deal discusso in queste ore a Bruxelles provengono dalla compagine Spagna e Belgio guidata da Hollande il quale sostiene non debbano essere promessi futuri cambiamenti ai trattati Europei rendendo questo accordo “legalmente blindato e irreversibile” . Proprio questo punto potrebbe essere la chiave di volta del New Deal poiché il Primo Ministro inglese deve però riportare un accordo in Inghilterra  plausibile per  convincere gli inglesi a restare in Europa  ed ai parlamentari inglesi euroscettici assicura che se l’Inghilterra resta nell’UE ci sarà la possibilità il prossimo anno di assicurare nuove concessioni quando le negoziazioni cominceranno su di un nuovo tratto dell’UE concessioni  non impugnabili dai giudici in un secondo momento. 

D'altro canto Cameron deve trattare la proposta dell’’Unione dei paesi dell’est Europa: da 4 fino a 7 anni per la diminuzione dei benefit divisa in tre tranche i numeri  per la reintroduzione vanno ancora definiti ma a patto che Austria e Germania siano esclusi da questa interruzione poiché queste due nazioni ricevendo più di un milione di migranti nell’ultimo anno, hanno già limitato enormemente il loro sistema di welfare. Angela Merkel sostiene: “Esse sono anche legittime necessita Europee e molte sono necessarie e giustificate”. I più accaniti sostenitori di un Europa unita sospettano in un allentamento dell’Unione la volontà di indebolire l’Europa per questo il New Deal andrebbe trattato separatamente accordando solo al Regno Unito nuove concessioni opt-out  e risolvere i problemi interni alla zona euro con altri strumenti presenti nei trattati.



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