Austria e UE ai ferri corti sul tetto per i profughi: sarà effetto domino?

19 febbraio 2016 ore 14:26, Americo Mascarucci
Austria e UE ai ferri corti sul tetto per i profughi: sarà effetto domino?
Il limite di 80 richieste giornaliere di asilo politico stabilito dall'Austria per frenare il flusso migratorio è entrato in vigore nonostante le critiche della Commissione Europea. 
Dalla mezzanotte, in Austria potranno fare richieste di asilo solo 80 persone; inoltre il governo ha limitato a 3.200 il numero giornaliero di persone che possono transitare attraverso il suo territorio per chiedere asilo in un Paese vicino. 
Il cancelliere Werner Faymann ha affermato a Bruxelles che Vienna resterà sulla posizione assunta. "Dal punto di vista politico, è impensabile che l'Austria accolga tutti i richiedenti asilo dell'Europa".
"Non mi piacciono queste misure - ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker - queste sono sotto esame in quanto la questione è vedere se sono in lineacon le regole Ue".
No, non sono in linea secondo il commissario Ue Dimitris Avramopoulos che ha inviato una lettera al ministro dell'Interno austriaco Johanna Mikl Leitner . 
"Alla Commissione Ue non piacciono questi controlli alle frontiere, io non seguo questo trend. Il tetto che l'Austria intende imporre sull'accoglienza dei richiedenti asilo sarebbe chiaramente incompatibile con gli obblighi rispetto alle leggi Ue e internazionali". 
Così , Avramopoulos che boccia anche le quote pensate per i richiedenti in transito e sollecita a riconsiderare le misure unilaterali proposte. 

Il premier italiano Matteo Renzi è tornato a puntare il dito contro l'Europa accusata di aver fallito le politiche dell'accoglienza: "Il 2015 ha sancito che Dublino ha fallito. Capisco che ci siano alcuni Paesi che dicano il contrario. Per anni l'Europa ha messo la polvere sotto il tappeto. Ora ne dovremo parlare, in questo e nei prossimi Consigli. Mi rendo conto - ha detto Renzi - che la situazione in Austria è comprensibilmente molto difficile. C'è un problema. Ma non possiamo pensare di chiudere il Brennero che è uno dei passaggi simbolici dell'Europa. 
Intanto la Serbia minaccia di seguire l'esempio dell'Austria: "Quello che farà l’Austria farà la Serbia" ha detto Aleksandar Vulin, il ministro del lavoro e affari sociali che è responsabile per l’emergenza profughi. Vulin ha commentato in tal modo la decisione dell’Austria di autorizzare quotidianamente 3.200 ingressi e di accogliere non più di 80 richieste di asilo. "Non vogliamo riversare su altri i nostri problemi, ma non possiamo consentire che i problemi di altri si risolvano sul territorio della Serbia", ha messo in chiaro Vulin.
 Per Renzi "è del tutto evidente che dobbiamo lavorare perché non ci siano emergenze nei Balcani: l'Italia è sempre pronta a fare la sua parte. La domanda è se l'Europa è pronta a fare la sua, se passa da un atteggiamento tattico della risposta immediata a uno strategico". 
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