I sogni son desideri...di chimica

19 febbraio 2016 ore 19:03, Micaela Del Monte
Quante volte ci è capitato di sognare e non ricordare nulla? O essere talmente immersi in quello che il nostro cervello sta elaborando durante il sonno da credere che sia realtà tanto che quando ci svegliamo ci ritroviamo un po' confusi. C'è un motivo se questo avviene e non è soltanto "colpa" del nostro inconscio. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Roma La Sapienza, dell'IRCCS Santa Lucia e dell'Università dell'Aquila, ha misurato il comportamento di alcune aree del cervello, dimostrando che esiste una diretta implicazione del neurotrasmettitore dopamina nell'esperienza onirica. Questo spiega la ragione per cui gli uomini sognano in maniera diversa.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Human Brain Mapping, ha scelto come modello la malattia di Parkinson, caratterizzata da un'elevata carenza di dopamina curata con farmaci. I ricercatori hanno così scoperto che, nei 27 pazienti parkinsoniani presi in esame, il diverso dosaggio dei farmaci dopaminergici era collegato alla vividezza dei loro sogni, ovvero il dettaglio visivo era proporzionale alla quantità di dopamina assunta.

Inoltre tecniche di neuroimmagine hanno permesso di ottenere informazioni su due strutture cerebrali dopaminergiche collegate all'attività onirica: la corteccia prefrontale mediale e l'amigdala. La ricerca apre a molte prospettive di studio innovative. "Tra i prossimi passi - dichiara all'Ansa Luigi De Gennaro, professore di Psicobiologia de La Sapienza - capire quali sono le aree del cervello che generano i sogni e da che dipende la loro presenza o assenza e numerosità".
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