Vinicio Capossela presenta il "Paese dei Coppoloni": il Sud tra racconto e denuncia

19 gennaio 2016 ore 10:16, Americo Mascarucci
Alla scoperta del "Paese dei Coppoloni". 
E’ questa l’ultima avventura cinematografica di Vinicio Capossela nelle vesti di guida turistica che accompagna il pubblico nel paese immaginario ma tristemente reale che tanto successo aveva riscosso fra i lettori del suo libro. 

Diretto da Stefano Obino, 'Vinicio Capossela - nel paese dei Coppoloni' si svolge in Alta Irpinia tra trivelle petrolifere e case abbandonate, pale eoliche e vecchie ferrovie, boschi, animali selvatici e paesaggi incontaminati. Sono questi i luoghi in cui l’ispirazione letteraria e musicale di Capossela è diventata realtà restituendo il ritratto di un'Italia dimenticata, ma che ancora oggi vuole raccontare la sua storia e la sua energia.
Il Paese dei Coppoloni è stato il successo letterario di Capossela ed è proprio per questo motivo che il cantautore di origini campane ha deciso di affiancare alla parole e alla musica anche le immagini del docufilm girato da Stefano Obino. Il protagonista di questa storia è il territorio dell’Alta Irpinia narrato da Capossela, che da Calitri, passando per le città fantasma in cui solo l’eco è rimasto dopo il terremoto del 1980, affonda le mani nella storia di queste terre raccontando personaggi e tradizioni di un entroterra italiano dimenticato. Sono questi i territori che hanno ispirato i suoi ultimi lavori, luoghi in cui c’è bisogno di tempo per ascoltare ciò che i le persone e i panorami hanno da dire e da raccontare.

Vinicio Capossela presenta il 'Paese dei Coppoloni': il Sud tra racconto e denuncia
Un’occasione unica per seguire il "musicista viandante" Capossela in questo viaggio a doppio filo sul fronte della musica e del racconto, accompagnati da una colonna sonora originale tratta dal suo prossimo lavoro discografico "Canzoni della Cupa", la cui uscita è prevista per marzo. 
Nel film sono presenti anche performance live di classici come "Il ballo di San Vito" e "La marcia del camposanto", fino al tributo a Matteo Salvatore "straordinario cantore dello sfruttamento nel latifondo meridionale". Capossella delinea un luogo immaginario che diventa reale, uno spazio fisico che si trasforma in pura immaginazione. Tutto ciò nel suo consueto stile a metà fra racconto e denuncia sociale. Perché state certi che il messaggio che Capossella vorrà lanciare sarà chiaro a tutti e ben comprensibile senza troppi giri di parole o metodologie politicamente corrette. 


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