La piaga degli integratori-dopanti nelle palestre. L'ultimo blitz in Romagna

19 gennaio 2016 ore 10:25, intelligo
Integratori o dopanti? Il confine sta diventando sempre più labile quando si entra nel campo dell’illegalità perché la prima definizione sempre più viene usata, anzi “spacciata” per camuffare la seconda che ha un significato e soprattutto effetti sull’organismo, di tutt’altro segno. Un fenomeno, purtroppo, in crescita, specialmente nel mondo – variegato – delle palestre, anche se va sempre detto che non è la regola ma l’eccezione. L’ultimo caso di maxi-sequestro di sostanze illegali, riguarda l’asse che collega l’Emilia Romagna alla Puglia. Tremilasettecento confezioni di integratori illegali sono stati sequestrati dai carabinieri del Nas di Bologna in collaborazione con i colleghi di Taranto nell’ambito di un’indagine finalizzata alla lotta contro l’importazione e il commercio illegale di farmaci anabolizzanti che per la loro natura e composizione possono risultare altamente nocivi per l’organismo e in alcuni casi – come purtroppo le cronache giornalistiche continuano a registrare – possono portare alla morte. Due persone sono state denunciate e il blitz degli investigatori è scattato dopo una serie di perquisizioni eseguite in palestre e punti vendita di integratori alimentari nell’area che va da Forlì a Cesena, Rimini fino a Taranto. Gli integratori sequestrati dai militari dell’Arma arrivavano dalla Polonia e contenevano sostanze medicinali ad azione dopante. 

La piaga degli integratori-dopanti nelle palestre. L'ultimo blitz in Romagna
Ma come si è arrivati al maxi-sequestro? L'indagine è scattata da un controllo di natura amministrativa eseguito, nei mesi scorsi, a Rimini, in occasione di una famosa kermesse fieristica. I carabinieri hanno individuato uno stand espositivo, gestito da un 43enne di origine polacca, che esponeva integratori alimentari ma senza la notifica e i riferimenti del ministero della Salute: si tratta di prodotti con sostanze considerate illegali, ovvero non ammesse dalle autorità sanitarie italiane. Gli integratori sono stati campionati ed inviati dell’Istituto Superiore di Sanità per la verifica sui componenti. Dalle analisi è emerso che nelle confezioni di integratori c’erano sostanze medicinali ad azione dopante, in particolare “clomifene”, un principio attivo farmacologico. Così il caso è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Rimini che ha emesso i decreti di perquisizione e sequestro sull’intero territorio nazionale di tali integratori. La lunga e complessa attività di indagini ha portato a scoprire e sequestrare le oltre 3700 confezioni di integratori, del valore commerciale complessivo di 200.000 euro circa. I due denunciati sono un 43enne di origine polacca residente a Rimini e un 48enne della provincia di Taranto.

LuBi

autore / intelligo
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