Roba da ricchi: Oxfam fotografa l'1 per cento della ricchezza mondiale con un focus sull'Italia

19 gennaio 2016 ore 10:45, intelligo
Le sollecitazioni di Papa Francesco sono cadute nel vuoto. La ricchezza del mondo nelle mani di pochi, è il dato con cui continuare a fare i conti. Ed è un dato cresciuto drammaticamente negli ultimi 12 mesi segnalando il divario tra i più ricchi e il resto del mondo. Al punto che ad oggi, è certificato che l’1% della popolazione mondiale ha posseduto più del restante 99% (rilevazione relativa all’anno che si è appena concluso), nonostante i leader mondiali abbiano dichiarato in più occasioni la necessità di contrastare la disuguaglianza. Nel mondo oggi sono 62 i super-ricchi nelle cui mani, anzi nelle cui tasche, c’è l'equivalente della stessa ricchezza di metà della popolazione più povera. Solo sei anni fa i super-ricchi erano 388. Lo certifica il quadro delineato dal rapporto “Un’economia per l’1%” diffuso oggi da Oxfam, presentato alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos. Il dato, rileva l'associazione delle confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, anticipa di un anno le previsioni fatte dagli analisti di Oxfam secondo i quali lo scenario avrebbe dovuto verificarsi nel 2016. Il Report descrive un mondo dove la crescente disuguaglianza economica ha “impatti devastanti sulle persone meno abbienti” e rischia di “vanificare la lotta alla povertà”. In dettaglio, come riporta l’AdnKronoso, dal 2010, 3,6 miliardi di persone, la metà della popolazione mondiale, ha visto la propria quota di ricchezza ridursi di circa 1.000 miliardi di dollari: una contrazione del 41%, nonostante l’incremento demografico abbia registrato 400 milioni di nuovi nati nello stesso periodo. 

Roba da ricchi: Oxfam fotografa l'1 per cento della ricchezza mondiale con un focus sull'Italia
Sono cresciuti anche i 62 super-ricchi che mettono in tasca un incremento di oltre 500 miliardi di dollari, arrivando così ad un totale di 1.760 miliardi di dollari, in un quadro complessivo che continua a lasciare le donne in condizione di grave svantaggio (perfino tra i 62 super-ricchi solo 9 sono donne), secondo quanto rilevato dagli analisti dell Oxfam.

IL QUADRO IN ITALIA. Anche in Italia c’è una situazione speculare al resto del mondo. Sul nostro Paese il focus di Oxfam dice che dai dati sulla distribuzione nazionale della ricchezza del 2015 si evidenzia come l’1 per cento più ricco degli italiani sia in possesso del 23,4 per cento della ricchezza nazionale netta. Una quota, quella registrata in Italia da Oxfam, che, in valori assoluti è pari a 39 volte la ricchezza del 20 per cento più povero dei nostri connazionali. Non solo: l’aumento della ricchezza negli ultimi cinque anni (2010-2015) non è distribuito equamente: oltre la metà è andata a beneficio del 10 per cento più ricco degli italiani. Ma c’è un altro aspetto sul quale Oxfam si concentra: il continuo ricorrere da parte di super-ricchi e grandi multinazionali agli investimenti offshore, “è infatti uno dei fattori che sottrae alle casse degli Stati risorse essenziali per la lotta alla povertà e alla disuguaglianza”. Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International, considera il quadro “inaccettabile” e annuncia che a Davos l’organizzazione chiederà “con forza a governi e grandi corporation di porre fine all’era dei paradisi fiscali”. 

LuBi 
autore / intelligo
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