Unioni civili, osservate speciali: il Pd pensa al "ritocchino formale". Zanda incalza

19 gennaio 2016 ore 11:17, Americo Mascarucci
"L'Italia è molto in ritardo sulle unioni civili, dobbiamo farci carico di questo ritardo. Noi siamo in Parlamento e questa volta non si può rinviare". 
E' quanto affermato dal presidente del gruppo del Pd al Senato Luigi Zanda che da mesi è in prima linea nella ricerca di una difficile mediazione sul Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili. Prima ha cercato di mediare con gli alleati del Nuovo centrodestra senza riuscire a trovare un compromesso, adesso è impegnato a far sì che il gruppo del Pd non proceda in ordine sparso dopo che oltre trenta parlamentari Dem hanno chiesto di modificare il ddl soprattutto sulla parte riguardante le adozioni per le coppie gay.

"Andremo in aula senza relatore" ha poi detto il capogruppo dem aggiungengo: "L'ostruzionismo non ha mai portato bene a chi lo ha praticato. Non produce qualità. Ritarda leggi e lavori ma non produce nulla. L'ostruzionismo influirà in modo molto serio su gestione aula. Non ricordo altri provvedimenti arrivati nell'aula del senato con queste 4 precondizioni: senza relatore, con il governo che non darà pareri, un numero sconosciuto emendamenti, voti segreti e la libertà coscienza su alcuni punti molto delicati. Quattro precondizioni che implicano grande senso responsabilità e prudenza".

Ma nelle ultime ore a peggiorare la situazione ci si sono messi i dubbi di costituzionalità emersi sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale, la 138 del 2010 che stabilisce come, pur necessitando le unioni gay di regolamentazione giuridica, l'istituto del matrimonio resta tuttavia quello fra persone di sesso diverso. 
La senatrice Cirinnà ha già detto che non intende cambiare il testo e che lo stesso è conforme alla Costituzione, posizione che però trova contrari i dissidenti Dem decisi invece ad introdurre serie modifiche superando l'equiparazione fra coppie di fatto e matrimonio e stralciando il capitolo delle adozioni per le coppie gay. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato che si pronuncerà quando la legge sarà approvata dal Parlamento ma nel contempo ha invitato il Governo ad attenersi alla sentenza della Consulta per evitare vizi di incostituzionalità. 
Unioni civili, osservate speciali: il Pd pensa al 'ritocchino formale'. Zanda incalza
Adesso per Zanda il problema principale è quello di superare i possibili ostacoli costituzionali ma senza mettere in discussione gli equilibri politici che si sarebbero creati intorno al ddl. Sel e M5S sono pronti a votare il testo ma senza modifiche, mentre da parte del Nuovo centrodestra permane il no secco al Ddl Cirinnà. 
L'obiettivo quindi è quello di introdurre nel testo le necessarie modifiche tecniche senza compromettere l'impianto della legge o mutandone la sostanza.
Impresa davvero ardua resa ancora più impervia dalla presa di posizione del presidente della Cei Angelo Bagnasco e dall'annuncio della mobilitazione del mondo cattolico in programma il 30 gennaio prossimo con tanto di benedizione dei vescovi italiani 
I proponenti il Ddl hanno denunciato l'ingerenza della Cei nelle libere scelte del Parlamento. Strano che la stessa ingerenza non l'avevano denunciata quando a giugno il segretario dei vescovi Galantino aveva al contrario preso le distanze dal Family Day. All'epoca tutti a tifare la Chiesa di Bergoglio, oggi tutti pronti a puntare il dito contro "l'oscurantismo di Bagnasco". Papisti ad intermittenza insomma è proprio il caso di dire.
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