Scommesse e incontri truccati nel tennis: crolla il mito dello sport per signori

19 gennaio 2016 ore 11:36, intelligo
di Anna Paratore

Sulla box e gli incontri truccati venivano fatti film anche negli anni ’50. Del ciclismo si parla praticamente a ogni competizione importante per colpa di atleti più o meno dopati che continuano imperterriti ad assumere sostanze mortali pur di aumentare le prestazioni. Anche con l’atletica non si scherza, anzi. Se poi si pensa alle atlete che la Germania dell’Est fece concorrere alle Olimpiadi il secolo scorso, c’è da impallidire. E poi il calcio, lo sport principe delle combine, con milioni che girano nell’ambiente e cambiano di tasca in base ai risultati delle partite. Quale sport migliore da taroccare se si vuole fare qualche affare?

Però, almeno fino ad ora, sul tennis c’era stato poco o niente da ridire. Anzi. Giocatori in campo con i loro impeccabili completino, pubblico praticamente sempre competente, occasioni d’incontro ascrivibili anche come eventi mondani per l’upper class… insomma, il quadro idilliaco di uno sport per signori, giocato da signori. E invece, ecco arrivare la doccia fredda…

La storiaccia parte da Melbourne, durante gli Australian Open, competizione seguita a livello mondiale. Da un’indagine condotta dalla BuzzFeed Notizie e dalla BBC, sembra che siano state volutamente ignorate, e per un lungo tempo, le prove riguardanti incontri truccati del Grande Slam da un gruppo di almeno 16 giocatori che sono stati ripetutamente segnalati per perdere ogni volta che su di loro c’è una quantità sospetta di scommesse. Ma non basta, ci sarebbe anche un giocatore inserito nei top-50 che truccherebbe regolarmente le scommesse riguardanti il suo primo set in ogni incontro. Non sono stati però fatti i nomi dei suddetti atleti.

Riguardo agli organismi chiamati in causa, sia l’ATP Tour, che il WTA Tour e la ITF International respingono con decisione qualsiasi insinuazione che li riguarderebbe ed escludono che ci siano prove di incontri truccati che siano state ignorate per qualsiasi ragione. In proposito il capo dell’ATP Chris Kermode ha tenuto a precisare che l’integrità del tennis solo raramente è stata messa in discussione. Il caso passato di maggior clamore riguarda un incontro giocato l’anno scorso a Sopot, in Polonia, tra l’ex numero tre del mondo Nikolay Davydenko e Martin Vassallo Arguello. Ma nonostante fosse stato registrato un numero di scommesse sospette, non si sono trovati gli estremi per accusare formalmente nessuno dei due giocatori. In proposito, va detto, durante le indagini gli investigatori si erano imbattuti in un vero e proprio muro di omertà, tanto che a un giocatore, Ivo Klec, particolarmente reticente, era stata comminata una squalifica di ben due anni.

Per quanto riguarda alcuni giocatori importanti del circuito, Serena Williams ha fatto sapere che seppure ci possa essere stato qualche incontro truccato, di sicuro il problema non riguardava lei che nemmeno ha avuto mai contezza di certe brutte situazioni. Del resto, le indagini non si rivolgono a incontri importanti e di cartello, ma a quegli scontri minori che comunque muovono moltissimo denaro nelle scommesse dando contemporaneamente poco nell’occhio. E riguardo a questi, ha detto Kermode, a causa dell’enorme volume degli incontri , non è facile avere sempre tutto sotto controllo.

Ci sono 21.000 giocatori professionisti, e oltre 2100 dirigenti di settore, e il tutto si muove in oltre 1500 tornei che si svolgono in 80 diversi paesi al mondo. La stragrande maggioranza di queste persone sono gente perbene e di altra integrità. Purtroppo, però, le mele marce ci sono ovunque. Da parte nostra cercheremo sempre di fare meglio per l’integrità di questo bellissimo sport”, ha concluso Kermode.
autore / intelligo
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