Ho fatto un sogno sulle unioni civili. Cosa si nasconde dietro l'intransigenza della Cirinnà

19 gennaio 2016 ore 12:05, Americo Mascarucci
Ho fatto un sogno sulle unioni civili. Cosa si nasconde dietro l'intransigenza della Cirinnà
Ho fatto un sogno e i sogni a volte possono pure anticipare la realtà. 
E allora, cosa si nasconde dietro l'intransigenza della senatrice Monica Cirinnà a non voler modificare il Disegno di Legge sulle unioni civili in discussione al Senato? 37 parlamentari del Pd hanno chiesto di stralciare la norma sulla stepchild adoption, ossia la possibilità per una coppia gay di adottare il figlio biologico del compagno mentre dal Quirinale sono stati sollevati seri dubbi di incostituzionalità relativamente al rischio di equiparare le nozze gay all'istituto del matrimonio, dal momento che una specifica sentenza della Corte Costituzionale, la 138 del 2010 stabilisce che il matrimonio è solo ed esclusivamente quello fra persone di sesso diverso.
La senatrice Cirinnà però tira dritto dichiarandosi indisponibile ad introdurre modifiche alla proposta di legge. Un arroccamento molto sospetto se si pensa che non c'è stata legge in Italia che non sia stata mediata, ritoccata, alterata. Questo perché, la politica stessa è da sempre l'arte della mediazione ancora di più in una Repubblica parlamentare dove la sovranità è appunta concentrata nell'attività del Parlamento.
Quindi, perché impuntarsi fino a questo punto mettendo a rischio l'approvazione della legge stessa? Sarebbe assurdo far finta che in Italia non esista la necessità di regolamentare le unioni civili, realtà sempre più diffuse e consolidate nella società. Così come è altresì giusto e per certi versi doveroso permette tutele civili e diritti civili ai gay. Ma qui con il ddl Cirinnà si vorrebbe andare oltre, equiparando di fatto le unioni civili al matrimonio e aprendo la strada con la stepchild adoption alle adozioni per le coppie dello stesso sesso (non ci addentriamo poi nella polemica sull'utero in affitto che secondo molti questo ddl andrebbe ad incentivare).
Non sarebbe molto più saggio modificare il testo, stralciare la stepchild adoption e introdurre quelle modifiche necessarie a scongiurare la tanto temuta equiparazione fra unioni civili e matrimonio?
La senatrice Cirinnà punta i piedi e questo atteggiamento appare molto sospetto. 
Il sogno ci ha prospettato un Pd che, tutto sommato, non ha poi questo grande interesse ad approvare la legge sulle unioni civili, ma non può esimersi dal farlo per compiacere il mondo gay che da sempre guarda con maggiore favore elettorale alla sinistra e al Pd piuttosto che alla destra. Alla fine insomma mantenere il punto potrebbe tornare utile per far bocciare una legge tanto contestata dimostrando però di fronte al Paese la ferma volontà del Governo di riconoscere le unioni civili e gay e addossando poi la responsabilità del fallimento ai soliti cattolici bigotti e conservatori, alle ingerenze della Cei, al Family Day ecc. Come avvenne nel 2007 con la mancata approvazione dei Dico che fu addebitata tutta all'allora presidente della Cei Camillo Ruini e ai cattolici che, scendendo in piazza, avevano in pratica esercitato "indebite pressioni" sulla libera coscienza dei parlamentari.
Diversamente, cambiare il ddl Cirinnà, stralciando la stepchild adoption come chiede parte del Pd e come da mesi chiedono dalle parti del Nuovo centrodestra e superare l'equiparazione fra unioni civili e matrimonio, per Renzi e il Pd potrebbe essere ipotesi assai peggiore che far bocciare la legge in Parlamento. Perché agli occhi dell'opinione pubblica e delle associazioni gay in particolare, annacquare il Ddl significherebbe automaticamente una resa incondizionata ai desiderata dei vescovi e dei cattolici.
Meglio tenere duro, mantenere il punto, arroccarsi sul muro contro muro, evitare compromessi al ribasso e rischiare la bocciatura in Parlamento. La battaglia sarebbe persa ma il Governo e il Pd ce l'avrebbero messa davvero tutta per vincerla senza cedere a "ricatti politici" e ai diktat interni ed esterni al Parlamento.
Uno scenario irrealistico? Certo, i sogni son sogni, ma vuoi vedere che alla fine potrebbero non essere così lontani dalla realtà?

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