Equitalia, cosa può pignorare e cosa è impignorabile

19 gennaio 2016 ore 12:23, Luca Lippi
I tipi di pignoramento che può svolgere Equitalia sono, sostanzialmente, di tre tipi, oltre alle misure cautelari, paradossalmente sono più i divieti che le facoltà in capo all’Agente della riscossione. Ora vediamo in sintesi cosa accadrebbe a ricevere una cartella esattoriale e in quanto tempo (tempi biblici, spesso si dimentica anche il motivo della pretesa o addirittura si perdono i documenti per dimostrare di avere già pagato).

-Prima di tutto Equitalia può pignorare al massimo un quinto dello stipendio o del Tfr se si è lavoratori dipendenti, la notifica può essere levata dierettamente al datore di lavoro (non esiste violazione della privacy), tecnicamente si chiama “pignoramento presso terzi”. A seconda del debito questa procedura potrebbe durare anni, ma questo per lo stato non è un problema perché al decesso del debitore, a meno che gli eredi non rifiutino l’eredità, il debito si trasferisce. In questo tipo di esecuzione non c’è necessità di dibattimento davanti a un giudice, Equitalia agisce autonomamente. Sarà prodotta notificata di pagamento con la contestuale notizia di pignoramento presso il terzo. Ci sono 60 giorni di tempo per edempiere e stralciare l’intera posizione, scaduto, però, il termine, non ci saranno altri avvisi e il salario sarà irrimediabilmente ridotto. Per seguire gli aggiornamenti e i casi particolari basta leggere Art. 13, c. 1 lett. l), DL 83/2015 conv. in L. 132/2015 con modifica dell’art. 545, co. 7, 8 e 9, cod. proc. Civ.
-Riguardo il pignoramento della pensione non cambia nulla, cambia solamente il terzo presso cui avviene il pignoramento che è l’ente previdenziale.

Equitalia, cosa può pignorare e cosa è impignorabile
A partire dal 27.06.2015, la vecchia disciplina è stata totalmente riformulata, il pignoramento non può mai toccare un “minimo vitale” che deve sempre rimanere al pensionato; il resto può essere pignorato. Tale misura “minima” viene quantificata nell’ammontare dell’assegno sociale aumentato della metà. Vediamo a quanto corrisponde. Per il 2015 l’assegno sociale corrisponde a € 448,52; a questo punto bisogna prendere l’assegno sociale e ricavare la metà, che attualmente è quindi pari a € 224,26; la somma tra i due predetti importi (assegno sociale + la metà dell’assegno sociale) non è mai pignorabile. Dunque per il 2015, il minimo non pignorabile, che deve sempre rimanere al pensionato è pari a € 672,78 (448,52+224,26). 
 
 
-Equitalia può pignorare integralmente il conto corrente non importa se nel conto c’è solo lo stipendio o la pensione sotto il minimo vitale, o la reversibilità, o la polizza vita, o l’indennizzo per vittime della criminalità, o qualsiasi altra somma a carattere assistenziale.L’unico limite è l’ultimo stipendio accreditato. In altre parole, la banca, per esempio, in caso di accredito sul conto corrente (già pignorato da Equitalia) dell’ultimo stipendio, deve rendere disponibile tale somma al debitore e non potrà invece “bloccarla”. Anche questa procedura non richiede il dispositivo di un giudice emesso in sede dibattimentale
-Equitalia può pignorare tutti gli immobili tranne la prima casa: il divieto (introdotto lo scorso anno) di pignorare la prima casa vale solo in determinati casi. Equitalia può sempre pignorare l’immobile a uso ufficio, anche qualora sia l’unico in possesso. “Pignorare” vuol dire metterlo all’asta. E, una volta decisa dal giudice la vendita, si procede allo sfratto, ma Equitalia può anche pignorare l’unica casa di proprietà ad uso abitativo, se però non ci risiede e si è deciso di andare a vivere in affitto altrove.  Potrebbe inoltre pignorare la seconda casa: quella al mare, in montagna o quella ad uso reddituale (affittata). Oppure anche la prima casa se rientra in una delle seguenti categorie catastali: A/1 (abitazioni di lusso), A/8 (ville) o A/9 (castelli, palazzi storici e simili). Infine, Equitalia può pignorare la “prima casa” se questa non è l’unica: in pratica, se oltre all’abitazione principale, si possiedono altri immobili, uno o tutti possono essere messi all’asta. Poter procedere alla vendita forzata, l’importo minimo del debito (comprensivo di importi a ruolo, aggi di riscossione, interessi di mora e rimborso delle spese per l’esecuzione forzata) non deve essere inferiore a 120mila euro, e è necessario che siano decorsi almeno sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca. Infine, se la casa è in comproprietà, e quindi l’oggetto del pignoramento è una quota in percentuale dell’immobile, è necessaria prima la divisione del bene stesso. Infatti l’esecuzione forzata sulla quota del bene ancora indiviso è impossibile e impedisce di realizzare il valore effettivo. Prima di procedere al pignoramento dell’immobile Equitalia può iscrivere sopra ipoteca. E ciò vale per qualsiasi immobile del debitore, anche la prima e unica casa di residenza a uso abitativo. Quest’ultima, però, non può poi essere messa in vendita. Dal 21 giugno 2013, per iscrivere l’ipoteca esattoriale basta che il debito (comprensivo di importi a ruolo, aggi di riscossione, interessi di mora e rimborso delle spese per l’esecuzione forzata) sia di almeno 20mila euro. Prima di iscrivere ipoteca equitalia deve notificare al debitore un preavviso di pagamento: da quel momento decorrono 30 giorni di tempo per pagare in via bonaria. È comunque possibile fare ricorso al giudice contro lo stesso preavviso di ipoteca, considerato dai giudici un atto impugnabile. Inoltre, se il termine predetto di 30 giorni non viene rispettato l’ipoteca è annullabile.
-Equitalia può pignorare anche l’usufrutto o la nuda proprietà
-Equitalia in teoria può pignorare anche i beni mobili (ma non lo farà). Nulla vieta ad Equitalia di effettuare un pignoramento di beni mobili custoditi in casa, tuttavia si tratta di un’ipotesi di scuola che avviene solo quando, all’interno dell’appartamento, vi siano dei beni di consistente valore. Ma questo Equitalia non può saperlo con la stessa precisione con cui conosce il tuo stipendio, pensione o conto corrente. Non esiste una “anagrafe tributaria” dei beni mobili. E allora, salvo che a casa si nascondano lingotti d’oro, è improbabile che venga l’ufficiale giudiziario.
-Equitalia può iscrivere il fermo dell’auto “familiare” anche detto “Fermo amministrativo” significa “divieto di circolazione”. Come l’ipoteca non è un atto di espropriazione forzata, ma solo una misura cautelare. Quindi, l’avere il fermo sull’auto non vuol dire avere estinto il proprio debito. Questo è valido con un preavviso di fermo, contenente l’invito a pagare le somme dovute entro 30 giorni. Se non c’è risposta il fermo verrà ordinato senza ulteriori solleciti o comunicazioni.  Un’importante novità introdotta l’anno scorso è rappresentata dal fatto che il contribuente può evitare il fermo se riesce a dimostrare, purché nel predetto termine dei 30 giorni dal ricevimento del preavviso, la condizione di “strumentalità” del veicolo ossia di “bene indispensabile” per l’attività commerciale o professionale (è il caso, per esempio, dell’agente di commercio).
-I beni aziendali sono pignorabili ma con alcuni limiti, poiché se è improbabile che Equitalia arrivi in casa, è più probabile vedere l’ufficiale giudiziario fuori l’ufficio o l’azienda. È possibile infatti il pignoramento dei beni dell’attività professionale o imprenditoriale, ma con un limite: solo entro un quinto del loro valore. Per esempio: se in ditta ci sono cinque computer, potrà essere prelevato uno solo.

In sintesi le uniche cose che Equitalia non pignorerà mai sono la prima casa purché sia l’unico immobile in proprietà del debitore, il debitore vi risieda anagraficamente e l’immobile sia adibito ad uso abitativo. Non può pignorare L’ultimo emolumento dello stipendio versato in banca al lavoratore dipendente, la pensione sotto il minimo vitale e le polizze vita. Non può pignorare il 50% del conto corrente cointestato, e alcuni beni mobili detti assolutamente “impignorabili” come letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrice, utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli. Tutti tali beni, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi, non possono essere asportati dall’ufficiale giudiziario, a condizione che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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