Juncker cerca un interlocutore "alla Gianni Letta" a Roma, Gentiloni a brutto muso

19 gennaio 2016 ore 12:48, Americo Mascarucci
Al Governo Renzi mancherebbe un Gianni Letta capace di mediare, smussare gli angoli, appianare le divergenze.
No, non è Silvio Berlusconi a dirlo, ma il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker da giorni in polemica con il Premier italiano Matteo Renzi accusato di alzare troppo i toni dello scontro con Bruxelles. 
A Juncker in particolare darebbe fastidio il continuo riferimento a quella "burocrazia di Bruxelles" che imporrebbe eccessivo rigore a scapito della flessibilità, con Renzi che in ogni occasione unica sembra rivendicare il merito di aver invertito la tendenza. "Ci offende. Sono stato io a introdurre la flessibilità, non lui" attacca il presidente della Commissione..

Secondo quanto riferisce l’Ansa "Venerdi scorso, Jean-Claude Juncker avrebbe sostanzialmente perso la pazienza a causa di troppi malintesi nati perché Bruxelles non ha un interlocutore per dialogare con Roma sui dossier più delicati".
Insomma secondo Junker mancherebbe un "grande mediatore" ed ecco che il pensiero non può che andare a Gianni Letta grande tessitore dei rapporti per conto di Silvio Berlusconi. Quando l'ex Cavaliere era Premier, Gianni Letta appariva in pubblico molto raramente ma il suo lavoro segreto, svolto sempre dietro le quinte si rivelava ogni volta fondamentale ad evitare scontri istituzionali. Non sempre Letta riusciva nell'impresa ma alla fine il suo ruolo di "pompiere" diventava indispensabile per non far divampare l'incendio. Letta mediatore con il Quirinale, con il Vaticano, con il mondo dell'informazione, con le opposizioni, anche con l'Europa in certi casi
Juncker cerca un interlocutore 'alla Gianni Letta' a Roma, Gentiloni a brutto muso
Adesso Junker denuncia come a Roma manchi proprio una figura di raccordo fra la Commissione Europea e il Governo, capace di garantire quel necessario equilibrio fra le esigenze nazionali e il contesto europeo.
Un attacco quello del presidente UE che non è piaciuto al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha replicato a brutto muso: "Credo che francamente da Bruxelles siano arrivate delle polemiche che io considero inutili. Noi non partecipiamo a polemiche inutili. Teniamo, naturalmente, alle nostre posizioni, ma lo facciamo come lo fa ciascun paese: discutendo sui diversi argomenti. Penso che la situazione in Europa sia molto delicata sia sul fronte economico che sul fronte migratorio e questa situazione delicata dovrebbe essere affrontata senza accenti polemici come quelli che ho sentito da Bruxelles nei giorni scorsi che francamente sono, lo ripeto, inutili". Intanto la tensione resta alta dopo che da Bruxelles nelle scorse settimane è giunto l'invito all'Italia a non eccedere con la flessibilità e a non distaccarsi troppo dal programma di rigore necessario a garantire il risanamento dei conti pubblici.
Una polemica che non sembra destinata a placarsi facilmente. 

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