Unioni civili, Scotto (Sel): "Noi non siamo sulla linea della Cirinnà. E' lei ad essere su nostre posizioni"

19 gennaio 2016 ore 13:23, Lucia Bigozzi
“Il testo sulle unioni civili, già oggi, non ha problemi di carattere costituzionale, tantomeno è una equiparazione ai matrimoni egualitari. Non vorrei, che dentro l’idea di revisione formale si celasse un tentativo che rischia di mettere in discussione il compromesso raggiunto”. E’ un messaggio per il Pd riunito in “conclave” sul ddl Cirinnà, quello che da Montecitorio invia Arturo Scotto, capogruppo di Sel. Nella conversazione con Intelligonews dice chiaramente: giù le mani dalla stepchild adoption.

Come traduce politicamente il “L’Italia è in ritardo, non si può più rinviare” pronunciato dal capogruppo Pd al Senato, Zanda?

«Mi auguro che questo significhi un’accelerazione sul voto previsto a partire dal 28 sulle unioni civili, la stepchild adoption e il mantenimento dell’impianto di quel provvedimento senza stravolgimenti».

Sul piatto della mediazioni ci sono anche l’opzione stralcio stepchild adoption o un “ritocco formale” avanzato dai dem. Voi da che parte state?

«Noi pensiamo che la stepchild adoption non debba essere stralciata dal provvedimento. L’Italia è in ritardo mentre l’Europa va da un’altra parte: ora, immaginare un arretramento rispetto a quello che noi riteniamo un compromesso non mi pare sostenibile. Noi siamo per i matrimoni egualitari e per le adozioni gay; diciamo che il provvedimento è l’unico compromesso che può passare nell’attuale Parlamento ma oltre questo, significherebbe come dire, mettere in discussione questo timido passo in avanti. Per questo, lo stralcio non è accettabile»

Quindi voi siete con la senatrice Cirinnà che ha ribadito: il testo non si tocca, nessuna modifica?

«Noi non siamo sulla linea della Cirinnà. Al massimo, è lei che è sulle nostre posizioni. Mi auguro, ovviamente, che le sue posizioni siano maggioritarie e prevalenti nel Pd»

Ricapitolando: se il ddl Cirinnà viene ritoccato, voi lo votate o no?

«Intanto bisogna vedere bene cosa significa ritocco formale e fino a quando non vedremo cosa c’è scritto non possiamo giudicare. Noi pensiamo che il testo, già oggi, non abbia problemi di carattere costituzionale né che sia una equiparazione ai matrimoni egualitari che sono altra cosa. Non vorrei, che dentro l’idea di revisione formale si celasse un tentativo che rischia di mettere in discussione il compromesso raggiunto»
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