Di Caprio pensa all'Oscar? No, ma a Vladimir Putin: il progetto

19 gennaio 2016 ore 15:09, Andrea De Angelis
Un americano che interpreta il presidente della Russia in un momento in cui i rapporti tra Casa Bianca e Cremlino non sono certo idilliaci. Se poi l'attore è lo stesso che è stato protagonista di Titanic, ecco che ce n'è abbastanza per far storcere il naso a qualche personaggio importante a stelle e strisce. 

Per ora sono solo indiscrezioni, ma il fatto che si parli di Leonardo Di Caprio non solo per il possibile trionfo (sarebbe il primo) agli Oscar è una notizia. Dunque dalll’eremita delle montagne in The Revenant a Vladimir Putin. Lo riporta il Time. Secondo l’articolo, Leonardo Di Caprio avrebbe detto: "Le persone sarebbero molto interessate da un film del genere, mi piacerebbe molto interpretarlo". L'attore ha conosciuto Vladimir Putin nel 2010, durante una conferenza stampa della sua fondazione: il fine era sulla protezione della tigre siberiana. Leonardo Di Caprio ha sottolineato che, nell’occasione, lui e Putin non hanno parlato di politica, ma sono di animali e ambiente, con il presidente che ne avrebbe apprezzato l'impegno civile e sociale. 

Di Caprio pensa all'Oscar? No, ma a Vladimir Putin: il progetto
Di Caprio, che deve il suo nome di battesimo al fatto che diede il primo calcio mentre la madre, incinta, osservava un dipinto di Leonardo da Vinci in un museo in Italia, potrebbe dunque lanciarsi in questa nuova, delicata avventura cinematografica. 
Del resto il coraggio non gli manca. All'età di 17 anni partecipò al provino per "Voglia di ricominciare" (This Boy's Life), per il ruolo di un ragazzino che affiancasse Robert De Niro nei rispettivi ruoli di figliastro e patrigno. Sia il regista, lo scozzese Michael Caton-Jones, che De Niro ne apprezzano lo spirito ribelle e l'assoluta mancanza di soggezione nei confronti dell'attore più esperto. Anche per questo ottenne la parte. Un quarto di secolo dopo potrebbe ripetersi, questa volta all'ombra del Cremlino, ma sotto i riflettori, tanto per cambiare, ci sarebbe lui. E chissà che il film non arrivi fino alla candidatura all'Oscar: allora sì che la pellicola diventerebbe un caso politico...
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