Marino riscende in campo, ma non per Roma: la petizione sul Ddl Cirinnà

19 gennaio 2016 ore 16:01, Andrea De Angelis
Marino torna a parlare. O meglio, torna a dar notizia. Perché la sua pagina Facebook è stata attiva anche dopo l'addio al Campidoglio, così come non sono mancate iscrizione a gruppi e comitati che ne chiedevano il ritorno. Fatto sta che il chirurgo prestato alla politica scende in campo, ma questa volta non per intervenire sul futuro della capitale. Non che non fosse stato invitato a farlo, anzi proprio Giachetti, candidato alle primarie Pd per il Campidoglio, lo ha sfidato a ripresentarsi. Per ora Marino non risponde, ma dice la sua sul Ddl Cirinnà sulle Unioni Civili. 
Lo fa attraverso una petizione su Change.org: "Propongo una petizione perché il Disegno di Legge Cirinnà sulle Unioni Civili venga approvato subito senza modifiche. Basta con i rinvii, basta con le tattiche dilatorie.
Le unioni di fatto, comprese quelle tra persone dello stesso sesso, sono una realtà del nostro tempo. A coppie legate da un sentimento di amore, però, vengono negati diritti fondamentali: per esempio la possibilità di assistenza al proprio compagno o compagna ricoverato in ospedale, la condivisione di contratti assicurativi, fino all’esclusione dall’eredità dei beni acquistati insieme e condivisi durante la vita e via di seguito. Non capisco perché lo Stato Italiano incontri delle difficoltà nel riconoscere tali unioni.
Il Parlamento approvi il testo e riconosca l'amore fra persone. Perché l'amore conta". Cliccando qui si può vedere la petizione dell'ex primo cittadino romano.

Marino riscende in campo, ma non per Roma: la petizione sul Ddl Cirinnà
Dunque Marino torna a parlare di unioni civili. Nel 2013 si dichiarò favorevole all'introduzione, a livello nazionale, del matrimonio e dell'adozione gay e proponendo per il comune di Roma il registro delle unioni civili.
Il 18 ottobre 2014, nella sua qualità di ufficiale di stato civile, in una cerimonia pubblica in Campidoglio, trascrisse nel registro anagrafico comunale gli atti di matrimonio esteri di sedici coppie formate da persone dello stesso sesso, permettendo loro di beneficiare dell'effetto certificativo ed esercitare, in Italia e all'estero, i diritti loro spettanti in base alle leggi dell'Unione europea ed i diritti e doveri del matrimonio nei Paesi in cui è riconosciuta pienamente l’efficacia del matrimonio omosessuale.

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