Non solo Juncker, anche Weber contro Renzi: "Avvantaggia il populismo"

19 gennaio 2016 ore 21:37, Andrea De Angelis
Ci risiamo. Anzi, forse siamo solo all'inizio. Perché se è vero che i rapporti tra Juncker e Renzi si sono incrinati già a dicembre, sicuramente l'escalation di metà gennaio non ha precedenti e le parole pronunciate oggi da un altro esponente politico continentale di peso non fanno che rincarare la dose. 

Ricordiamo in poche righe cosa ha detto Juncker nelle ultime 48 ore. Prima ha ammonito Renzi, dicendogli che i rapporti con Roma non erano ottimali (dunque con lui) e che a febbraio sarebbe venuto in Italia (sottinteso, ma neanche troppo, per ricucirli). Poi ha aggiunto che nella capitale (dunque in Italia) manca un interlocutore, al punto da far dire a Gentiloni (alle prese con la delicatissima questione libica) che c'è un Governo con cui parlare. Nel mirino incrociato, ma molti addetti ai lavori dicono soprattutto italiana, è finita anche Federica Mogherini, rea di non difendere a dovere colui che la volle con tanta forza a Bruxelles. 
Insomma, il polverone si è alzato e le parole di Renzi di certo non lo abbassano, anzi. "La risposta migliore - aveva scritto Renzi - a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato. Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa". Il premier, senza citare direttamente la questione, ha detto così la sua in un lungo post su Facebook in cui venivano commentati i nuovi investimenti siglati da Cisco in Italia. 
Non solo Juncker, anche Weber contro Renzi: 'Avvantaggia il populismo'
Il punto è che a parlare non è solo Juncker e questo è il vero dato di fatto. Sembra così lontano anni luce il semestre europeo che avrebbe dovuto far tornare l'Italia al tavolo dei grandi. Dopo un anno i risultati raccolti non sono poi tanti, specie se a così poca distanza si sentono simili commenti da chi un ruolo a Bruxelles lo ha, eccome. 

"Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità dell'Europa a vantaggio del populismo". Parola di Manfred Weber, presidente del Partito popolare europeo. Intervenendo alla plenaria di Strasburgo, il leader del Ppe ha detto: "Quando vediamo che l'Italia non è disposta ad aiutare la Turchia se non in cambio di una contropartita tutto ciò va a svantaggio dell'Europa, della sua forza e della sua credibilità. Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità europea a vantaggio del populismo". Weber ha quindi rivolto un ringraziamento a Fderica Mogherini: "L'Europa è capace di grandi successi. Sono stato orgoglioso di vedere Federica Mogherini siglare l'accordo sul nucleare iraniano. E la voglio ringraziare per il suo lavoro". E questa, forse, è la frecciatina più dolorosa. 
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