Il weekend più caldo della Grecia: trema anche Varoufakis

19 giugno 2015, Luca Lippi
Il weekend più caldo della Grecia: trema anche Varoufakis
La trattativa infinita fra Grecia e le istituzioni europee ci porta ad affrontare un Weekend caldissimo dopo la rottura delle trattative definitivo giunto nella serata di ieri. Invero Angela Merkel auspica buon senso (un ruolo alternativo della ormai ex promotrice del rigore) ma forse è la strategia di lasciare presente un alleato nella compagine nemica per indurre l’imputato a non irrigidirsi troppo caricando adrenalina prima di “attaccare”.

Varoufakis stavolta è stato realista e meno “irridente” avvertendo l’assemblea che il rischio di “incidente” è elevatissimo. In Grecia la corsa agli sportelli bancari è ormai senza controllo, e il governo ellenico ha sospeso tutti i pagamenti tranne stipendi e pensioni. Lunedì l’Eurogruppo si riunisce in forma straordinaria per recuperare un accordo e stavolta dovrebbe essere proprio l’ultima, o la penultima occasione.

Lunedì, dunque, Tsipras si trova a dovere prendere una decisione insieme all’Eurogruppo e gli scenari sono i seguenti:

Raggiungimento dell’accordo - a ridosso della scadenza del 30 giugno Tsipras accetta tutte le richieste dei creditori, rimborsa sia il FMI sia la BCE e gli aiuti automaticamente si sbloccano evitando il default. In questo caso Atene deve proseguire sulla strada dell’austerity (taglio alle pensioni, taglio agli stipendi e aumento dell’IVA); in questo modo la crisi di governo è certa, Tsipras smentisce ogni promessa elettorale.

Non raggiungimento dell’accordo – Tsipras, fedele alle promesse elettorali, si oppone a ogni proposta di soluzione non in linea con le possibilità economiche del Paese voltando le spalle ai creditori. La conseguenza è che la BCE immediatamente sospende il sostegno alle banche elleniche provocando un assalto alle banche da parte dei correntisti (sarebbe il collasso per Atene), a questo punto il governo greco si troverebbe costretto a limitare i movimenti bancari. Il 30 giugno Atene non paga il FMI ma non rischia il default (è previsto dalle norme del FMI stesso), dunque si apre la procedura denominata ARREARS. Questa procedura significa che la Grecia entra nella posizione di RITARDO CON I PAGAMENTI, e quindi la BCE entra in procedura di sostegno di emergenza (ELA) ma come ha anticipato Draghi il mese scorso, il Paese entra in acque inesplorate! E’ nei fatti un default parziale.
 
Grexit - Atene non paga FMI e neanche la scadenza titoli da 3,5 miliardi targati BCE, questo è il default vero e proprio! Francoforte sospende l’ELA (rubinetto di emergenza a sostegno delle banche). Le banche falliscono. A questo punto il Paese è costretto a stampare moneta per pagare pensioni e stipendi e acquistare beni di prima necessità per il Paese, seguirà quotazione al mercato dei Cambi della nuova moneta.

Non ci resta che aspettare la chiusura delle Borse di lunedì prossimo!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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