I cinque elementi dell'Enciclica: Terra, Clima, Acqua, Mercato, Tecnologia

19 giugno 2015, intelligo
I cinque elementi dell'Enciclica: Terra, Clima, Acqua, Mercato, Tecnologia
Saldare il debito sociale coi Paesi più poveri del mondo, voltare pagina sul clima con atti concreti per salvare il pianeta che è poi la “casa dell’uomo”. Sono alcuni dei cardini dell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, nel al centro di commenti e polemiche. Vediamo in dettaglio i punti salienti del messaggio del Pontefice.

TERRA. Francesco usa una metafora significativa: “La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia”. Bergoglio si sofferma sul problema indicando le cause ma anche in ritardi con cui si assumono decisioni che poi si rilevano inefficaci. Una sorta di j’accuse che il Papa rivolge all’umanità distratta richiamandola al concetto di spreco, ovvero la cultura dello scarto che “colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose” e finisce per danneggiare il pianeta.

CLIMA. Tema particolarmente sentito da Francesco che non usa molti giri di parole quando accusa chi detiene risorse e potere politico: l’errore di fondo è affrontare la questione dei cambiamenti climatici cercando di “mascherare i problemi o nasconderne i sintomi”. Il Papa, in particolare, sollecita una riduzione drastica delle emissioni che inquinano l’aria. 

ACQUA. Rilancia il concetto di acqua come bene comune e insiste sulla realtà del mondo in cui c’è chi l’acqua non ce l’ha e chi la privatizza. Ci sono milioni di persone che non hanno accesso all’acqua, ricorda Bergoglio, e questo provoca malattie per la mancanza di igiene. L’altra faccia della medaglia è quella di “luoghi in cui avanza la tendenza a privatizzare questa risorsa scarsa, trasformata in merce soggetta alle leggi del mercato”. 

TECNOLOGIA. E’ una visione quella del Papa che tiene conto di due aspetti. Il primo: può migliorare la vita delle persone. Il secondo: il rischio o il dubbio per “il modo in cui di fatto l’umanità ha assunto la tecnologia e il suo sviluppo insieme ad un paradigma omogeneo e unidimensionale”. In questo c’è anche il problema del credere a una crescita illimitata e la difficoltà di poter inaugurare uno stile alternativo, cioè diverso e lontano dai “suoi costi e dal suo potere globalizzante e massificante”.

MERCATO. Il concetto declinato da Bergoglio muove dalla considerazione che i poteri economici in sostanza hanno la tendenza a giustificare l’attuale sistema mondiale dove sono prevalenti una “speculazione e una ricerca della rendita finanziaria”.  Per il Papa “qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta”. E davanti al fatto che le risorse naturali si vanno esaurendo si sta creando uno “scenario scenario favorevole per nuove guerre, mascherate con nobili rivendicazioni”. Su questo punto specifico - è il monito del Pontefice - la politica dovrebbe essere più attenta, ma “il potere collegato con la finanza” resiste a questi tentativi.
autore / intelligo
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