Avanzano i muri? In Danimarca vince la destra

19 giugno 2015, Marta Moriconi
Avanzano i muri? In Danimarca vince la destra
Sull'Europa soffia un vento di destra. Il ritorno del nero, dopo un po' di rosso anche in Danimarca, dove per quattro anni di governo, Helle Thorning-Schmidt ha guidato il governo

 La coalizione di centrosinistra è stata sconfitta alle elezioni politiche del 18 giugno dalla coalizione di centrodestra dell’ex premier Lars Loekke Rasmussen. Ma ciò che salta agli occhi è che questa formazione ha vinto soprattutto grazie al Partito del popolo danese di estrema destra che è diventato il secondo partito del Paese. E con l'arrivo del blocco conservatore dell’ex premier cambia tutto. 

L’immigrazione, la crisi economica internazionale saranno temi al centro del "revisionismo" di destra. Seppure la Danimarca è uscita bene dalla crisi, è chiaro che il voto ha espresso i malumori a sinistra per la gestione economica che non è risultata soddisfacente. E il tema dello stato sociale, lo dice bene il Corsera, ha dominato il dibattito pre-elettorale. 

Tema che scalda un po' tutta l'Europa, che ha aperto le braccia a destra un po' ovunque. In Gran Bretagna, con l’affermazione di Cameron i Tories governano da soli, senza bisogno di scendere a patti con nessun’altra forza politica. In Francia, la destra non governa, ma Hollande la rincorre perché l’Ump di Sarkozy è sempre il primo partito. Per non parlare dell'altro competitor il Front National di Marine Le Pen. In Germania neanche a parlarne: è stabilmente al governo la Cdu di Angela Merkel e i socialisti son fuori dai giochi. In Spagna governa dal 2011 il popolare Mariano Rajoy. Insomma solo in Italia Berlusconi è in affanno.
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