Enciclica, Bernardini (Radicali): «Spero in un Francesco liberal-democratico. Manca il "rientro dolce"»

19 giugno 2015, Andrea De Angelis
L'enciclica Laudato Si' è stata attesa come poche altre prima d'ora (lo ha detto anche padre Federico Lombardi) e a 24 ore dalla pubblicazione è oggetto di grande attenzione in ogni angolo del pianeta. 
IntelligoNews ne ha parlato con Rita Bernardini, segretaria dei Radicali Italiani...

Enciclica, Bernardini (Radicali): «Spero in un Francesco liberal-democratico. Manca il 'rientro dolce'»
Nell'enciclica Papa Francesco parla anche di decrescita. Un richiamo più o meno implicito a Serge Latouche o c'è dell'altro?

«Secondo me parlando di decrescita non si affronta, perché la Chiesa cattolica non ha voluto affrontarlo, il problema del boom demografico, soprattutto in alcune parti del pianeta. Un problema che di per sé comporta consumo del territorio, distruzione dell'ambiente e se vogliamo parlare di decrescita, dobbiamo farlo anche riferendoci a quello che Pannella alcuni anni fa definiva "il rientro dolce"». 

Regolamentare la crescita della popolazione?

«Sì, ma senza imporre alcunché. Bisognerebbe fornire e pubblicizzare ad esempio i metodi anticoncezionali e l'uso dei preservativi, ma sappiamo qual è stata la politica vaticana, ad esempio in Africa, su questo. Attenzione, mi riferisco al dare la possibilità di usare simili metodi, non certo imporli come hanno fatto in Cina. Non è questo di cui si parla, ma credo che porsi il problema della crescita esponenziale della popolazione sia qualcosa di saggio».

Quando Bergoglio scrive che "il mercato da solo non garantisce lo sviluppo umano integrale", con un chiaro riferimento tra l'altro alla Caritas in Veritate di Benedetto XVI, auspica un primato della politica sul mercato stesso? Un invito anche a voi come partito al quale risponderete in che modo?

«Certamente, anche perché la politica dovrebbe essere capace di governare qualsiasi fenomeno. E noi che siamo liberal-democratici diciamo che la cosa importante è regolamentare, altro che accordi segreti nel campo del commercio. Regolamentare e assicurare ai cittadini del mondo il diritto alla conoscenza, questo è l'impegno e la direzione del mio partito. Le parole del Papa sono significative e forti, da prendere in considerazione». 

Tutto possiamo dire, tranne che questo Papa sia liberale...

«Io mi auguro che sia liberal-democratico (ride, ndr)».

E a chi dice che è marxista?

«Il problema non sono le definizioni, anche il marxismo credo che si possa attuare, interpretare e integrare con politiche liberali. Io non definirei Francesco marxista e mi auguro e credo che non vorrà comunque rifiutare il dialogo che credo faccia parte, nel profondo, dell'essere cristiano».

A cosa si riferisce?

«Al fatto che tante politiche liberali hanno portato l'umanità ad affrancarsi dalla fame e dalla morte che erano altrimenti segnate. La popolazione è stata più volte salvata dal cosiddetto mercato che non da altri tipi di politiche che hanno dovuto sacrificare la libertà delle persone».

Nell'enciclica si legge che qualsiasi progetto e programma dovrebbe lasciare sempre "un posto privilegiato agli abitanti del luogo". Un messaggio chiaro a limitare il ruolo delle multinazionali, pensando magari alle politiche cinesi in alcune zone dell'Africa da alcune definite come forme di neocolonialismo?

«Certo e credo che sia fondamentale regolamentare perché tutto ciò che è fonte di non regolamentazione dà luogo all'arbitrio, passando anche sulla testa delle persone che si ritrovano con situazioni inimmaginabili. Persone che non hanno gli strumenti per opporsi, ma neanche le conoscenze». 

Qual è allora la strada migliore per l'umanità?

«L'affermazione della democrazia, dello Stato di diritto perché così si garantiscono i cittadini. Fondamentale poi è il diritto alla conoscenza che come radicali stiamo cercando di affermare anche in sede Onu, perché ci sono le Ragion di Stato che si oppongono allo Stato di diritto. Basti pensare alla guerra fatta nei confronti dell'Iraq per motivazioni rivelatesi poi false». 

Quali sono le caratteristiche di questo Stato di diritto?

«Federalista e laico, nel senso di garantire la libertà di religione». 





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