Enciclica, Realacci (Pd): “L’ambiente è la chiave di riflessione trasversale per cambiare rotta”

19 giugno 2015, Andrea Barcariol
“Bellissima, di grande suggestione e innovazione”. Così Ermete Realacci, deputato del Pd e presidente della Commissione Ambiente della Camera, raggiunto da IntelligoNews, definisce l’enciclica di Papa Francesco.

C’è qualcosa che l’ha colpita particolarmente dell’enciclica “verde” di Papa Francesco?

«L’enciclica è bellissima ed ha alcuni punti di forza. Lui parla di ambiente all’interno di quello che definisce un progetto comune, umano. Colloca la questione ambientale all’interno di un’avventura umana. Inoltre tiene assieme temi molti alti, suggestioni impegnative, con passaggi molto concreti. Papa Francesco chiama all’azione tutti i cittadini, affrontando temi che sembrano distanti: dai mutamenti climatici al potere finanziario, dal car sharing all’economia circolare. In realtà la forza dell’enciclica mi pare propria questa: l’impegno comune per cambiare rotta. Vuol far capire che dai piccoli atti di tutti può derivare un grande cambiamento».


Che tipo di società configura?

«Il tipo di società e di economia che ricordano la parte migliore dell’Italia. Il nostro
Enciclica, Realacci (Pd): “L’ambiente è la chiave di riflessione trasversale per cambiare rotta”
Paese ha tante cose negative: illegalità, corruzione, inquinamento, burocrazia, mancanza di lavoro, ma l’economia italiana migliore somiglia un po’ all’economia che l’enciclica sembra indicare, quella delle piccole e medie imprese. Ad esempio c’è stata in questi giorni la polemica della Segolene Royal sulla Ferrero che invece è un modello d’impresa con un rapporto formidabile con il territorio, con la comunità, con i lavoratori e fa una serie di azioni “stile Olivetti”»
.

Sta facendo discutere la presa di posizione di Papa Francesco contro le banche: “Il popolo ha pagato il loro salvataggio”. Come giudica questa frase che sembra indirizzata anche agli ultimi governi, da Monti a Renzi, da sempre considerati molto vicini alle banche?

«Un punto molto forte, netto. Paradossalmente è importante che non sia un’enciclica solo sui temi dell’ambiente, l’ambiente è utilizzato come chiave di riflessione trasversale. Viene fatta una proposta di ecologia umana ed economica alla ricerca di un progetto comune. La durezza di alcuni passaggi mi sembra salutare, speriamo che venga preso sul serio».

L’attacco alle banche arriva all’indomani delle frasi sull’immigrazione.

«Siamo di fronte anche a una straordinaria capacità di comunicare ed emozionare. Pensiamo a come usa un termine classicamente ambientale trasferendolo sulle persone: scarto, il rifiuto della cultura dello scarto diventa un tema umano, avendo lui più volte evocato come un male. Questo lo trovo di grandissima suggestione e innovazione. Papa Francesco il concetto di decrescita lo definisce abbastanza bene, non pensa a una diminuzione della ricchezza ma una diminuzione del consumo di energia e di materie prime che è la nuova, vera, frontiera».

Cambiamo argomento, passiamo a Mafia Capitale. Lei si sarebbe dimesso al posto di Marino?

«Ieri lui ha detto due cose particolarmente significative e tutti si sono concentrati sulla seconda: resto fino al 2023. Questo non è nelle sue possibilità, non è un diritto divino, siamo in democrazia e ci saranno i cittadini a decidere. Marino ha fatto anche autocritica dicendo: “Ho combattuto un sistema melmoso” -  e agghiacciante aggiungo io, “nel fare questo ho dovuto resettare il computer, e a un certo punto lo schermo è diventato nero”. Mi sembra che in questo ci sia l’idea di un nuovo inizio, di un cambio di passo. Non credo che Marino si debba dimettere, credo che mentre il reset è in corso debba capire la nuova schermata».

Non le sembra l’ennesima scusa? Marino si è insediato da più di 2 anni, è quasi a metà mandato e ogni volta afferma: “Adesso possiamo ripartire”.


«Questa volta però, dopo il reset, lo schermo si deve riaccendere».


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