Reznor, "papà" di Marilyn Manson (e dirigente Apple Music), attacca YouTube

19 giugno 2016 ore 10:31, Adriano Scianca
YouTube ruba. O, meglio: si basa su contenuti rubati. L'accusa non arriva da uno qualsiasi ma da Trent Reznor, che oltre a essere il frontman di un gruppo seminale come i Nine Inch Nails è stato anche l'uomo che ha scoperto Marilyn Manson. Ma oggi, soprattutto, Reznor è chief creative officer di Apple Music. Il suo attacco alla piattaforma di condivisione video, quindi, arriva tanto dall'artista che dal “concorrente” nell'ambito della distribuzione di musica on line. 

Reznor, 'papà' di Marilyn Manson (e dirigente Apple Music), attacca YouTube
Nella recente Worldwide Developer’s Conference di Apple a San Francisco, il leader dei Nin ha tuonato: “YouTube si basa su contenuti gratuiti e rubati: solo in questo modo ha potuto diventare così grande. Penso che tutti i servizi che prevedono una modalità free siano iniqui, perché il loro vero obiettivo è raccogliere grandi numeri per essere quotati in borsa, il tutto sfruttando il lavoro dei miei colleghi artisti”. 

YouTube, dal canto suo, ha replicato: “La stragrande maggioranza delle case discografiche e degli editori musicali ha stretto accordi di licenza che permettono ai fan di caricare i video sulla piattaforma, generando ricavi economici. Oggi più o meno il 50% dei soldi che YouTube distribuisce all’industria discografica proviene proprio da questi contenuti. Ogni affermazione che sostiene che si tratti in maggior parte di materiale privo di licenze è falsa”. YouTube afferma di avere finora versato all’industria discografica tre miliardi di dollari. Prima di Reznor, aveva mosso le stesse critiche anche Jay Z, mentre Patrick Carney dei Black Keys ha da poco twittato: “Datemi cinque minuti e probabilmente trovo su YouTube 250 canzoni per le quali gli artisti non sono pagati”. Ma epiche restano soprattutto le battaglie contro i contenuti gratuiti on line di Prince.
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