La sonda Juno vola dal "marito" Giove (e porta con sé tanta Italia)

19 giugno 2016 ore 23:59, Adriano Scianca
Mentre sembra imminente lo sbarco umano su Marte, la Nasa ha già puntato il prossimo obiettivo: Giove. La sonda Juno dovrebbe arrivare in prossimità del pianeta per il prossimo 4 luglio, dopo un viaggio di quasi 5 anni e di 3,5 miliardi di chilometri. Sarà il veicolo che più di ogni altro nella storia dell'esplorazione spaziale si avvicinerà al gigante del Sistema Solare per studiarne le aurore, osservare attraverso le nubi e raccogliere dati che possano aiutare a ricostruire la storia del pianeta. Per 37 volte si spingerà fino a 4.500 chilometri dal pianeta, ben dieci volte più vicina della Pioneer 11 del 1974, subendo un bombardamento di scariche e radiazioni mai subìto prima da una sonda. L'atmosfera di Giove è infatti particolarmente inospitale. 

La sonda Juno vola dal 'marito' Giove (e porta con sé tanta Italia)
L'Italia collabora alla missione con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Sono italiani, inoltre, due dei dieci strumenti della sonda: lo spettrometro a infrarossi Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), realizzato dalla Divisione Avionica di Leonardo - Finmeccanica e del quale è responsabile scientifico l'Inaf, e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator), costruito dalla da Thales Alenia Space Italia, del quale è responsabile scientifico Luciano Iess, dell'università Sapienza di Roma. Sulla sonda ci sarà anche una placca dedicata a Galileo Galilei, fornita dall'Agenzia Spaziale Italiana: è una copia in alluminio del manoscritto in cui lo scienziato ha descritto per la prima volta le quattro lune di Giove. E anche tre pupazzetti in alluminio della Lego che rappresentano Galileo, Giove e sua moglie Giunone (Juno). Lanciata il 5 agosto 2011, dopo un viaggio di cinque anni, il 4 luglio la sonda accenderà per 35 minuti il suo motore principale per entrare nell'orbita del gigante gassoso. 

In quel momento "Juno sarà pronta ad avvicinarsi a Giove come nessun'altro veicolo spaziale ha mai fatto", ha osservato la responsabile del programma per la Nasa, Diane Brown. Non sarà un incontro facile: sotto le nubi di Giove c'è infatti uno strato di idrogeno in condizioni di pressione incredibili, che potrebbe comportarsi come un conduttore elettrico. Se a questo si aggiunge il ritmo velocissimo al quale ruota Giove, dove il giorno dura appena dieci ore, è possibile che i due elementi, combinati fra loro, possano generare un campo elettrico nel quale elettroni, protoni e ioni si muovono attorno al pianeta quasi alla velocità della luce. Juno, insomma, si troverà all'improvviso nell'ambiente più ricco di radiazioni del Sistema Solare. Programmata per raccogliere dati per sei anni, Juno sarà esposta a una quantità di radiazioni equivalente a quella di 100 milioni di radiografie, ha detto Rick Nybakken, del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. 
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