Il sondaggio nel dettaglio. Da Monti a Monti

19 luglio 2013 ore 10:35, intelligo
Il sondaggio nel dettaglio. Da Monti a Monti
di L.Bigozzi, M.Del Monte, F.Siciliano Monti-garante dell’area dei moderati e dei riformatori Mario Monti garante di uno schieramento di Centro che vale “un tesoretto” dell’11 per cento ma che sale al 16 per cento se si considerano le qualità di competenza, serietà affidabilità, preparazione culturale del Prof. di Varese. Un valore aggiunto che secondo la rilevazione, solo Monti è in grado di portare in dote all’area dei moderati come leader riconosciuto, credibile, concreto. E’ la radiografia che emerge dal sondaggio di Coesis Research e servirà a Scelta Civica per valutare come posizionarsi rispetto ai competitor – Pdl, Pd e M5S - e su quali priorità calibrare l’agenda politica da qui alle prossime elezioni politiche. Con in mezzo un passaggio fondamentale per Scelta Civica e il suo leader: il congresso, fra sei mesi, che sancirà il passaggio da movimento a partito (radicamento territoriale, classe dirigente locale e nazionale già avviati). Un “focus” che evidenzia alcuni elementi interessanti e poco noti al “grande pubblico”, tuttavia tradotti in “propensione al voto” da parte del campione degli elettori sondati. Allo stato attuale e nel contesto di uno scenario di comunicazione mediatica non favorevole a Scelta Civica, l’11 per cento del campione si dichiara orientato a dare fiducia ad un “generico schieramento di Centro”. Il dato sale al 14 per cento se al “generico schieramento di Centro” si associa e si esplicita la leadership di Mario Monti. Il dato cresce ancora di due punti percentuali (16 per cento) se si evidenziano le peculiarità di Monti: qui le parole-chiave sono “affidabilità”, “competenza”, “serietà” e “preparazione culturale”. Il che significa che il Prof. di Varese viene percepito e riconosciuto dal campione come unico leader dell’area dei moderati che non hanno più fiducia in Berlusconi e non si riconoscono nel Movimento di Grillo o nel Pd di Bersani. E ancora, le parole-chiave utilizzate per “contestualizzare” il potenziale elettorale di Scelta Civica e del suo leader. Conoscenza: il movimento registra una conoscenza pari al 92 per cento con picchi del 94 soprattutto fra gli occupati, in una fascia anagrafica che va dai 35enni ai 44enni e fra coloro che possiedono una formazione culturale elevata. Qui l’indicatore di fiducia raggiunge il 13 per cento. Il profilo del campione che si dichiara “molto” o “abbastanza propenso” a votare Sc è composto in maggiorparte da donne (12 per cento), titolo di studio superiore. Ma la percentuale è esattamente quella rilevata anche tra le persone che non hanno un lavoro (12 per cento). Il che significa che Monti e Sc hanno un potenziale attrattivo basato su pragmatismo e concretezza della proposta politica. La ripartizione in aree geografiche individua il 14 per cento del campione nell’area del Nord Ovest, l’11 per cento nel Nord Est, il 10 per cento al Sud e Isole e il 7 per cento nel Centro-Italia.   Scelta Civica e Mario Monti In base al sondaggio l’area di Centro ha una consistenza che va da un minimo dell’11 per cento ad un massimo del 16 per cento. Il differenziale sta non solo nel valore aggiunto di Monti ma soprattutto nel modo in cui si proietterà la sua figura rispetto allo schieramento politico. Se il profilo dell’area di Centro si calibra sulle peculiarità di Monti-mentore, la propensione al voto sale in maniera esponenziale. Un’ultima annotazione: se si raffrontano i dati del sondaggio Coesis Research con la performance elettorale del febbraio scorso, si comprende come le potenzialità della leadership di Monti-garante dell’area dei moderati siano potenzialmente in crescita. Monti è salito in politica solo sette mesi fa al timone di Scelta Civica e alle politiche ha ottenuto il 10 per cento dei consensi, pur con una campagna mediatica negativa. Un risultato di tutto rispetto che adesso – numeri del sondaggio alla mano – a distanza di soli sette mesi ne evidenzia non solo l’avanzata di sei punti percentuali nella propensione al voto degli elettori, nella conoscenza di Monti e nella fiducia sul suo operato (appunto, la concretezza e l’affidabilità), ma anche la possibilità di ‘conquista’ di una base elettorale esponenzialmente più ampia. Il punto vero è: come valorizzare in futuro il livello di apprezzamento rilevato dal sondaggio? Come calibrare l’azione politica di Scelta Civica e lo standing di Monti da qui al congresso e da qui alle prossime elezioni politiche? Perché un dato è certo: se speso bene (politicamente), il ‘tesoretto’ montiano potrebbe raddoppiare. Proiezione per il futuro, cammino da intraprendere adesso.   L’Italia passata e futura di Monti L'Italia governata da Monti è stata un'Italia scettica e negativa, la conseguenza nefasta del vecchio governo Berlusconi. Un onere ereditato, un compito estremamente difficile per il Professore che lo ha portato a fare scelte impopolari e questo si è visto con gli indici di gradimento a breve periodo. L'Italia montiana è stata, dunque, un'Italia fondata sul pessimismo, un Paese che ha visto il progressivo peggioramento della qualità della vita. Non è un caso che il 90% del campione ritenga il modo di vivere in Italia tristemente deteriorato, soprattutto nel corso degli ultimi cinque anni. Un 90% rappresentato da donne, con un età compresa tra i 35 e i 54 anni con titolo di studio inferiore e, non a caso, da disoccupati. Il sintomo di questa depressione è stato anche il cambiamento delle priorità degli italiani (come sottolineato dal sondaggio Coesis): rispetto agli anni passati in cui le aree di intervento ritenute più importanti erano l'istruzione, la lotta alla criminalità e il problema dell'immigrazione, oggi si mette al centro delle paure e aspettative le problematiche relative alla creazione di posti di lavoro, alla lotta alla disoccupazione, alla sanità e alla situazione economica delle famiglie. Ed è proprio su questi punti che Mario Monti e Scelta Civica dovranno  “insistere” per essere protagonisti nel futuro scenario politico.   Grillo, Berlusconi, popolari, ma Monti il più stimato… specialmente dai disoccupati Il sondaggio parla chiaro: Berlusconi, Monti e Grillo sono “conosciuti”, e “famosi” per il 100% intervistati. Al contrario, la fiducia che il campione analizzato da Coesis, ripone nei quattro leader, invece, è assai inferiore (segno che un conto è la popolarità, un conto la stima che i cittadini hanno): se il segretario del Pd riscuote un discreto successo (attestandosi al 27% di gradimento), posizionandosi in pole position, il secondo gradino del podio, con 8 punti percentuali di distacco, la ottiene Beppe Grillo, con il 19%. Al 18% sia Monti, sia Berlusconi. L'elevato gradimento nei confronti del leader di Scelta civica è maggiore tra gli elettori di centro (52%), abitanti per lo più al nord Italia (oltre il 20%), aventi oltre 55 anni (19%) e laureati (20%). Ed è emblematico notare come siano i disoccupati (il 19%) ancor più degli occupati (il 16%) ad avere una spiccata fiducia nel Professore. Alla domanda: “Se domani ci fossero le elezioni politiche per il rinnovo della Camera, chi voterebbe come premier?” Le risposte confermano per lo più il dato precedente: se Epifani si attesta al 23%, Berlusconi e Grillo al 18%, la fiducia nei confronti di Monti si colloca intorno 14%, ottenendo il consenso soprattutto dagli elettori di centro (il 48%). Ma i dati sono destinati a subire una netta sterzata, a rovesciarsi, se cambia la tipologia di domande poste al campione degli intervistati. Tralasciando solo per un istante la figura prettamente politica dei quattro leader, ed evidenziando il prestigio professionale, la serietà tecnica, il dato cambia radicalmente. “Se dovesse scegliere un insegnate per i suoi figli, chi sarebbe propenso a scegliere?”, viene chiesto dai sondaggisti. In questo caso se Grillo riscuote soltanto l'11% dei consensi Berlusconi il 12% ed Epifani il 18%, Mario Monti viene scelto dal 59% del campione intervistato, concepito e percepito come un “buon professore, insegnante o mentore”, al quale affidare i propri figli. Da questo punto di vista, dunque, si nota che le percentuali sono destinate a crescere anche tra le fila degli elettori di centrodestra e centrosinistra che gradirebbero il professore di Scelta civica come insegnate, docente (colui cha ha da dare, insegnare, preparato e competente), rispettivamente al 52% e al 55%. Stesso primato raggiunto da Monti alla domanda: “Se dovesse scegliere un nuovo medico (e ovviamente i quattro fossero dei medici) a chi si affiderebbe?”. Il 27% degli italiani opterebbero per Monti, seguito da Epifani al 17%, da Berlusconi al 9% e da Grillo al 5%.  

 

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