Le parole chiave di Letta e il chiavistello di Napolitano

19 luglio 2013 ore 12:11, intelligo
Le parole chiave di Letta e il chiavistello di Napolitano
Fiato sospeso a Palazzo Madama per il discorso del premier Letta al quale seguirà la discussione della mozione di sfiducia presentata da Movimento 5 Stelle e Sinistra e libertà nei confronti del ministro dell'Interno Angelino Alfano, per la gestione del caso Ablyazov. Aula piena, Cavaliere compreso.
Parla stando in piedi, Letta, dal banco del governo. Accanto a lui il “pomo della discordia”: Angelino Alfano. Che ascolta in silenzio e annuisce in alcuni passaggi. Parole chiave: estraneità, fiducia, imbarazzo e discredito. E un auspicio: non mollare. Estraneità – L'incipit del discorso del premier è perentorio: «Chiara l'estraneità del ministro Alfano -  articola  rivolgendosi all'Aula – non c'è alcuna responsabilità oggettiva». Frase secca, che non ammette né sembra voler concedere repliche. Fiducia - «Chiedo un nuovo atto di fiducia al governo che ho l'onore di presiedere. Non è solo un no alla sfiducia contro Alfano». Continua, sempre più deciso. Ottenendo l'approvazione del titolare del Viminale, che sembra socchiudere gli occhi in segno di assenso. Imbarazzo e discredito – Le prende in prestito dal Capo dello Stato il premier, per entrare nel vivo della vicenda: «L'espulsione della moglie di Ablyazov e della sua figlioletta è per noi motivo di imbarazzo e discredito» ha aggiunto. Confermando che i vertici del governo, Angelino Alfano compreso, non sapevano e non sono stati coinvolti nella vicenda Ablyazov. Linea di "totale trasparenza", dunque. Poi aggiunge:  «E' inaudito il comportamento dell'ambasciatore del Kazakistan». Non mollare -  Detta forse più a sé stesso che alla platea, quasi per convincersene. «Non abbiamo intenzione di mollare la presa, ci sono ancora delle motivazioni oscure. Si è agito senza cautela, ma noi continueremo ad agire per fare chiarezza». Alfano, dunque, calcolatrice alla mano e salvo defezioni last minute dovrebbe essere “blindato”. Così pure come l'esecutivo, che per ora non cadrà. Parola di Giorgio Napolitano.  
autore / intelligo
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