Migliore (Sel): «Governo ostaggio dei compromessi imposti dal Pdl»

19 luglio 2013 ore 16:25, Francesca Siciliano
Migliore (Sel): «Governo ostaggio dei compromessi imposti dal Pdl»
Il Senato ha deciso. Ed è il Pd, soprattutto, ad aver deciso. Salvando Angelino Alfano e governo. Blindandolo, come si usa dire adesso. A pochi minuti dall'esito del voto sulla sfiducia al ministro dell'Interno, IntelligoNews ha intervistato Gennaro Migliore, capogruppo di Sel a Montecitorio. È arrabbiato, deluso e preoccupato. E si sfoga puntando il dito contro i suoi (ex) alleati: «Ormai il Partito democratico si è appiattito a qualsiasi richiesta del Pdl, accetta qualsiasi compromesso». «Chi ne risente? La credibilità del governo». Gennaro Migliore, un commento a caldo: era scontato l'esito del voto al Senato? «Mi sembra evidente che si sia contrapposta la questione legata alla responsabilità nei confronti della Repubblica e del nostro Stato alla tenuta della maggioranza di governo. Sono molto arrabbiato da questa interpretazione politicizzata della vicenda, su un argomento ancora poco chiaro e le cui responsabilità erano tutte del ministro dell'Interno. Sarebbe stato preferibile un atteggiamento più responsabile nei confronti degli italiani. Ora ci troviamo in una brutta fase della storia del nostro Paese e io sono profondamente deluso». Dal comportamento del Pd? «Dal fatto che non si ragiona più entrando nel merito delle questioni. E sono anche preoccupato perché il Pdl, a quanto pare, è in grado di condizionare il governo sotto qualsiasi punto di vista». E il governo lo lascia fare... «A quanto pare sì, accetta tutti i compromessi che impone il partito di Berlusconi senza battere ciglio. L'esecutivo ormai incarna tutte le volontà del Pdl». Ha influito il monito di Napolitano? «Credo proprio di sì. Ma i partiti sono delle strutture “adulte”. L'ultima valutazione spettava al Partito democratico. Avrebbe potuto fare una scelta diversa senza lasciarsi condizionare da nessuno». E invece... «...e invece ormai si decide tutto in base alle convenienze del Pdl. Mi sembra lampante». Senza Alfano il governo sarebbe caduto? «Probabilmente il Pdl avrebbe staccato la spina. Ma io mi chiedo: con un governo che non è riuscito a controllare il suo apparato, come si pensa di andare avanti?». Lei qualche giorno fa, proprio dalle pagine di IntelligoNews, ha chiesto al premier Letta, in merito alla vicenda, di fare chiarezza. Come commenta il discorso di oggi in Aula? «Nel discorso di oggi Letta ha parlato separando gli argomenti: prima ha parlato del suo governo e della fiducia che chiedeva, poi della vicenda in sé. Come se le due cose viaggiassero su binari diversi. È stato proprio questo il suo errore: porre la fiducia sul governo e non sulla responsabilità più che oggettiva di Alfano. Mi sarei aspettato quanto meno un gesto che dimostrasse la serietà della questione...». Di che tipo? «Magari mandando Emma Bonino, in quanto ministro degli Esteri, in Kazakhistan per andare a prendere la signora Alma e sua figlia. Invece si è ridotto tutto a una chiamata di corresponsabilità». Il governo, dunque, oggi si è compattato. In vista dei prossimi appuntamenti particolarmente “spinosi”? «È probabile. Ma da adesso in poi sarà molto difficile recuperare la credibilità».    
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