Multe autovelox, si può ricorrere sempre: la taratura è determinante

19 luglio 2016 ore 9:46, Luca Lippi
Come sa bene chiunque, soprattutto tutti coloro che sono usi fare ricorso senza accettare di pagare passivamente ogni sanzione se non verificandone prima la legittimità, tutti gli strumenti di controllo elettronico della velocità, dal Tutor all’Autovelox, dal Photored al Provida, dal Vergilius allo Scout Speed devono essere tarati periodicamente per evitare disfunzioni conseguenti al continuo uso e spostamento. La mancata taratura e certificazione della stessa è motivo di nullità della sanzione elevata ai danni dell’automobilista sanzionato.
A richiesta del cittadino che decide di opporsi alla sanzione seguendo le procedure previste dalla Norma, l’amministrazione è tenuta a dimostrare esibendo l’originale o una copia autentica del verbale di taratura e rispondendo nei termini di legge all’istanza di accesso agli atti amministrativi, prima ancora che scada il termine per proporre ricorso al giudice di pace (30 giorni). 
Questo è stato valido sempre, ma è stato precisato e dettagliato nei termini dalla Corte costituzionale con una sentenza (sent. n. 113/2015) che ha dichiarato illegittimo il codice della strada nella parte in cui non obbliga le autorità a sottoporre a taratura periodica autovelox, tutor, Provida e tutti gli altri strumenti di controllo automatico della velocità; una sentenza a cui si è subito adeguata la Cassazione nell’immediatezza della pronuncia (sent. n. 25125/15 del 14.12.2015 ) e nei giorni scorsi con una nuova sentenza.

Multe autovelox, si può ricorrere sempre: la taratura è determinante

Tutti gli autovelox su tutte le tratte stradali e autostradali, siano essei mobili o in postazione fissa e, soprattutto, sia di ultima generazione che quelli meno tecnologicamente dotati, devono essere tarati periodicamente. Si tratta di una verifica da praticare ciclicamente a cui non si può sostituire neanche il certificato di omologazione e conformità, rilasciato al primo utilizzo dello strumento di controllo elettronico della velocità. 
I giudici della Cassazione specificano che “Sarebbe del resto paradossale pensare che siano controllate le bilance dei mercatini rionali della frutta e verdura e non invece gli accertamenti delle multe sulle strade”.
Inizialmente il Ministero degli Interni aveva provato a salvarsi dalla valanga di ricorsi inerpicandosi in una interpretazione “restrittiva” della sentenza della Corte Costituzionale e ritenendo che la stessa si riferisse solo a Telelaser e Provida (apparecchi mobili).
In sostanza si è tentato di distinguere la funzionalità degli apparecchi destinati a essere utilizzati sotto il continuo e personale controllo degli agenti da quelli che operano in modo completamente automatico: solo i primi dovrebbero essere soggetti a taratura, mentre per gli altri non ci sarebbe bisogno del checkup in quanto non soggetti a spostamenti. 
Questa interpretazione è stata rigettata totalmente dalla Cassazione obbligando al controllo periodico tutti gli apparecchi. 
In una circolare sulla scia del decreto Maroni, il Ministero dell’Interno aveva fatto il punto su molte situazioni “ambigue”, comprese quelle che riguardano l’utilizzo degli autovelox.
All’articolo 3 si prevede che:
- gli autovelox che funzionano esclusivamente con la presenza di un operatore devono essere controllati secondo le cadenze prescritte nei manuali di utilizzo e, comunque, almeno una volta l’anno;
- gli autovelox che funzionano in automatico devono essere controllati almeno una volta l’anno.
Le tarature possono essere fatte dal costruttore dell’apparecchiatura (se abilitato) oppure presso un Centro di Taratura accreditato presso il S.I.T. (Servizio Italiano di Taratura).
Se si è stati multati, è importante controllare che gli autovelox fossero in perfetta efficienza. Sui verbali non sempre è indicata la data dell’ultima revisione della strumentazione (ma non è obbligatorio riportarla): se si decide di fare ricorso, conviene sempre richiedere la documentazione relativa alla taratura. Se la data risale oltre un anno da quando è stata rilevata l’infrazione, ci sono buone probabilità che la multa possa essere annullata.   
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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