Sos piaga Aids dal Sudafrica a MSF: progressi, infetti e "piano d'azione"

19 luglio 2016 ore 13:50, Lucia Bigozzi
L’obiettivo dichiarato è arrivare a fornire a livello globale, il trattamento per l’Hiv a 30 milioni di persone entro il 2020. Detto in numeri, suona così: trenta milioni di persone entro il 2020. E’ quanto si propone la 21esima Conferenza sull’Hiv che si è aperta a Durban. Medici Senza Frontiere avvertono: “Questo ambizioso obiettivo non potrà essere raggiunto senza sforzi concertati a livello di singoli Paesi. Con un ampliamento significativo della diffusione del test, il mantenimento delle persone sotto cura in maniera efficace e l’avvio precoce del trattamento e la sua durata per tutta la vita, tenendone sotto controllo l’efficacia attraverso il monitoraggio di routine della carica virale”. Ecco perché durante la Conferenza di Durban, Msf testimonierà la propria esperienza sul campo rilanciando “i dati degli studi condotti nei Paesi dell’Africa occidentale e centrale dove, ad oggi, tre persone con Hiv su quattro ancora non ricevono il trattamento necessario”. Non solo, ma “nei contesti colpiti da conflitti, dove la copertura della terapia antiretrovirale è a livelli allarmanti”. 

Sos piaga Aids dal Sudafrica a MSF: progressi, infetti e 'piano d'azione'
Ma c’è un altro allarme, non meno grave che “peserà” sulla Conferenza anti-Hiv e a lanciarlo è l’Unicef: in questo caso in gioco ci sono le vite di bambini e adolescenti
. I dati fanno rabbrividire: Unicef rileva che dal 2000, il numero delle vittime tra i 15 e i 19 anni collegate all'Aids è molto più che duplicato. A livello globale nel 2015, in media si sono verificati ogni ora 29 nuovi contagi tra giovani nella stessa fascia di età. A preoccupare Unicef è soprattutto il fatto che nonostante i tassi di nuovi contagi tra adolescenti si siano stabilizzati, c’è il rischio che possano tornare a salire nei prossimi anni. La conseguenza diretta è che tornerebbero a salire i contagi. Non è un caso se Direttore generale dell'Unicef, Anthony Lake, osserva preoccupato: “Dopo tutte le vite salvate grazie a prevenzione, cure e trattamenti, dopo tutte le battaglie vinte contro il pregiudizio e l'ignoranza verso questa malattia, dopo tutti i grandi traguardi raggiunti, a livello globale l'Aids è ancora la seconda causa di morte per tutte le persone tra i 10 e i 19 anni, la prima in Africa”. Della questione si occupano, e non da ora, anche molti vip americani, personalità del mondo dello spettacolo e del cinema, come nel caso di Charlize Theron che parteciperà alla Conferenza Mondiale sull'Aids, in Sudafrica

L’attrice è impegnata da anni nelle campagne di prevenzione sull’Hiv, specie tra i giovani attraverso il progetto denominato “Africa Outreach Project”. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nel continente africano ci sono oltre due milioni di bambini orfani a causa del virus che uccide le loro giovani madri. “Abbiamo fatto così tanto negli ultimi 30 anni che ognuno di noi può avere la percezione di come siano cambiate in meglio le cose, di come non ci sia più un'emergenza. Ma allo stesso tempo non dobbiamo dimenticarci che c'è la possibilità di fermare davvero tutto questo, definitivamente”, è l’appello accorato dall’attrice americana. 
Quanto a Medici Senza Frontiere (MSF) chiede "un piano d’azione per affrontare la grave mancanza di accesso al trattamento nei paesi dell’Africa occidentale e centrale, dove meno del 30% delle persone ha accesso alle cure".

Tanto obiettivi un unico desiderio: sconfiggere la piaga del virus letale. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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