Infermieri sos: ne mancano 47mila e i pazienti muoiono di più

19 luglio 2016 ore 13:04, Adriano Scianca
Mancano all'appello ben 47mila infermieri. Senza di loro sarà impossibile, per la sanità italiana, fornire un servizio accettabile. Il dato emerge dall'analisi regione per regione della condizione 2014 della forza lavoro infermieristica nelle Regioni italiane realizzata dalla Federazione nazionale Ipasvi in base ai dati presenti nell’ultimo Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato in vista dell'apertura delle trattative sul nuovo contratto. Si calcola che Campania, Lazio e Calabria da sole ne abbiano 5.439 in meno, il 72,5% del totale. Ma anche tra chi lavora, si parla di retribuzioni ridotte in valore assoluto nei cinque anni di 70 euro e di un ricorso sempre maggiore agli straordinari e di turni massacranti. 

Infermieri sos: ne mancano 47mila e i pazienti muoiono di più
Può sembrare un problema per addetti ai lavori, ma è una questione che riguarda tutti. Se i pazienti per infermiere scendono numericamente da 10 a 6, infatti, la mortalità si riduce del 20%. In Italia la proporzione media nazionale è di 12 pazienti per infermiere. Inoltre manca il ricambio generazionale, con infermieri ormai in là con l'età costretti sempre di più a fare lavori che sarebbero adatti ai più giovani. 

“Alla vigilia della nuova stagione contrattuale – spiega Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Ipasvi – questi dati dovrebbero far ragionare sia il legislatore che le Regioni ed essere utili come base di trattativa per i sindacati. La carenza è evidente, così come lo è la situazione difficile a livello generale, ma sicuramente a rischio nelle Regioni in piano di rientro che rappresentano ormai a livello di popolazione oltre il 47% dei cittadini italiani. Il nostro compito è di tutela della professione perché mantenga la sua dignità e soprattutto dei pazienti che si affidano a noi: sapere con cosa abbiamo a che fare è un buon inizio”.
Dunque attenzione ala carenza di personale infermieristico, significa meno assistenza e più mortalità, oltre che meno concentrazione sul paziente.
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