Alfano "scopre" l'ingiusta legge sulla tortura: "Penalizza le divise". Ma Sel non molla

19 luglio 2016 ore 17:13, Americo Mascarucci
"La legge sulla tortura dovrà essere rivista dalla Camera". 
Per il ministro dell'Interno Angelino Alfano servono modifiche "per evitare ogni possibile fraintendimento riguardo l'uso legittimo della forza da parte delle forze di polizia". 
Come si ricorderà intorno a questo tema si è acceso nei mesi scorsi un forte dibattito con le forze dell’ordine che hanno accusato il Governo di voler in pratica "punire" gli uomini in divisa preposti alle operazioni di sicurezza. Come poter svolgere serenamente i propri compiti e le proprie funzioni con il rischio di finire puntualmente sotto processo? "Non è in ballo il tema del reato di tortura – spiega Alfano  - bensì il rischio di una sua dilatazione per via interpretativa giurisprudenziale, che possa produrre compressioni all'operatività delle forze di polizia".
Come dire: serve specificare meglio l’ambito in cui il reato deve essere interpretato per evitare il rischio che si configuri per tortura ciò che non lo è nemmeno lontanamente.
"Le nostre donne ed i nostri uomini in divisa stanno facendo un lavoro eccellente - prosegue - che non può avere il freno derivante dall'ansia psicologica o della preoccupazione operativa in un contesto complesso nel quale dovessero venire a trovarsi".
Verrebbe da dire: ma soltanto adesso ci si accorge che la legge sulla tortura così come concepita rischia di penalizzare le forze dell'ordine? Eppure per mesi i sindacati del comparto hanno lanciato l'allarme. Oggi forse ci si accorge dei rischi di fronte all'allarme terrorismo e alla necessità di rafforzare le misure di controllo e sicurezza? 

Alfano 'scopre' l'ingiusta legge sulla tortura: 'Penalizza le divise'. Ma Sel non molla
Un intervento quello di Alfano che non è piaciuto ai sostenitori della legge.
"Ancora prima che la legge sul reato di tortura sia approvato al Senato, il ministro Alfano già chiede di modificarlo alla Camera, in modo che poi debba tornare di nuovo al Senato. L'intenzione palese è quella di affossare questa legge, richiesta dai criteri minimi di civiltà e anche dalla spesso sbandierata Europa". 
Lo afferma la capogruppo di Sinistra italiana e presidente del gruppo misto al Senato Loredana De Petris. "Il tentativo di impedire il varo della legge che istituisce il reato di tortura - prosegue De Petris - è molto grave e voglio sperare che il Pd, il ministro della Giustizia Orlando e lo stesso presidente del consiglio abbiano il coraggio e la dignità di respingere questo ricatto".
Un ricatto che però va detto sembra valere a senso unico. Perché poi quando le forze dell'ordine si trovano a dover affrontare stuazioni critiche dove garantire l'ordine pubblico diventa molto difficile, le responsabilità per eventuali mancati interventi ricadono puntualmente sulle stesse forze di polizia accusate di non aver saputo gestire la situazione. In un caso o nell'altro insomma il rischio è che la Polizia comunque si muova, sbagli.

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