Germania, Sbai: “Fallito il multiculturalismo di Merkel. Troppo buonismo sui giovani migranti senza genitori"

19 luglio 2016 ore 11:50, Lucia Bigozzi
“La Merkel incassa il fallimento totale del suo multiculturalismo”. Netta l’analisi di Souad Sbai, giornalista e presidente dell’Associazione delle Donne marocchine in Italia che nell’intervista con Intelligonews commenta l’ultima scia di sangue che da Nizza porta in Germania sotto il nome di attacco terroristico. Con un inedito sulle stragi al Bataclan e a Bruxelles. 

Dalla Francia alla Germania: ora la Merkel che fa? 

"La Merkel incassa questo multiculturalismo e non integrazione. Lei era una paladina del multiculturalismo e ha fallito totalmente, perché il multiculturalismo è stato un colossale inganno. Oggi ci svegliamo per l’ennesima volta con un ragazzo afghano che attacca un treno e colpisce la gente in nome di Dio. La Merkel ha sbagliato tutta la politica europea ma anche quella interna; ha adottato perfino una strategia, astuta, ovvero una sorta di "selezione" degli immigrati,  accogliendo medici, avvocati, ingegneri e lasciando a noi un’immigrazione diciamo “manovale”. La Germania pensava di essere immune dalle tragedie che sta subendo la Francia e tutto l’Occidente, ma non è cosi. A questo si è aggiunto il fallimento completo dell’accordo voluto con Erdogan che oggi mostra la sua vera faccia organizzando al suo interno uno Stato islamico per avere una cintura di protezione". 

Germania, Sbai: “Fallito il multiculturalismo di Merkel. Troppo buonismo sui giovani migranti senza genitori'
L’attentatore del treno è un afghano arrivato in Occidente tra i giovani profughi senza genitori. Anche su questo capitolo di immigrazione c’è sempre stata molta retorica, ma oggi è necessario fare un esame di coscienza? 

"Occorre fare un esame di coscienza collettivo. Il problema è che noi che dicevamo ogni giorno di stare attenti, di vagliare bene ogni singola posizione, siamo passati per razzisti; purtroppo i ragazzi non accompagnati sul nostro Paese sono migliaia ed è chiaro il loro malessere perché si aspettavano un mondo diverso. Inoltre, sono accolti in strutture come le nostre che non sono adatte, perché occorre capire anzitutto chi sono da dove vengono, che storie hanno, fare in modo che tornino alle loro famiglie che li cercano come ad esempio accade per gli egiziani. Insomma, non c’è stata una politica accorta, prudente, ma è stata fatta una politica totalmente buonista, anche grazie ai soldi che arrivano dall’Europa. Il punto è che i soldi dell’Europa un giorno finiranno e poi noi cosa faremo con questa gente? ".

La modalità di attacco con l’ascia, riporta a un altro attentato in treno sventato grazie all’intervento di un militare in borghese. Quanto e come il pericolo corre anche sui treni? 

"Non è solo il treno, possono colpire ovunque: i punti di attacco ce ne sono migliaia in Italia. Diciamo che per il momento siamo fortunati e dobbiamo sperare che Dio ce la mandi buona perché è l’unica cosa che ci rimane, però bisogna anche analizzare alcune cose". 

Quali?

"In queste ore leggevo indiscrezioni che segnalavano come i terroristi in Francia e in Belgio fossero imbottiti di una droga particolare. Quindi queste persone vanno a comando, hanno il cervello distrutto? Mi fa rabbia pensare che chi ha lavorato contro questo fenomeno da una posizione moderata non è stato ascoltato: sono quindici anni che diciamo che c’è un malessere, una radicalizzazione, un aumento di soldi, ma siamo stati messi da parte". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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