Ncd, Schifani si dimette da capogruppo: "In dissenso con Alfano"

19 luglio 2016 ore 23:59, Lucia Bigozzi
Aria di scricchiolii in Ncd. La mossa di Schifani segue quella di Alfano, in mezzo il posizionamento del partito o nell’orbita renziana - come vorrebbe il leader del partito nonché ministro dell’Interno – e il consolidamento nell’alveo del centrodestra, come suggerisce lo stesso Schifani insieme a un manipolo di senatori Ncd tra i quali Roberto Formigoni. Il passo oltre di Schifani segna qualcosa di più di quella che in politica solitamente si chiama “normale dialettica politica”. La scelta sta nelle dimissioni da capogruppo dei senatori di Ncd a Palazzo Madama. Le motivazioni le spiega in una conferenza stampa servita a spiegare che “si tratta di una decisione ponderata, sofferta ma convinta” e che muove da una consapevolezza: “Non condivido il progetto centrista di Alfano. 

Ncd, Schifani si dimette da capogruppo: 'In dissenso con Alfano'
Non mi sento attaccato alla poltrona o a posti di prestigio e lascio il mio ruolo da capogruppo perché non sono in linea con un’operazione che mi appare più da Palazzo che da territorio e non manifesta il nostro posizionamento e identità di centrodestra”, ribadisce l’ex presidente del Senato che a Palazzo Madama
ha guidato anche il gruppo dell’allora Pdl durante l’ultimo governo Berlusconi.  Dopo il “divorzio” dal leader di Fi Schifani fonda Ncd e dal 2015 ricopriva il ruolo di presidente dei senatori di Area Popolare. In una lettera indirizzata ad Alfano, Schifani osserva che “l’oggetto sociale del Nuovo Centro Destra è stato via via nel tempo disatteso”, specialmente “quando abbiamo deciso di sostenere il governo Renzi, senza però un minimo accordo preventivo di programma, che contenesse i punti e gli obiettivi figli della nostra identità”. Così fino ad oggi: “Il mio maturato mio maturato dissenso mi porta alle consequenziali dimissioni da capogruppo”. La domanda che gira in queste ore è: lascerà anche il partito? Schifani non si sottrae all’interrogativo: “Fino a quando resterò in Ncd voterò in conformità con il gruppo, poi valuterò”. E al quesito se potrebbe approdare sotto l’Ala di Verdini o tornare sotto quella di Berlusconi, l’ex presidente del Senato si mostra: “Sono totalmente estraneo a queste dinamiche”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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