La Pokémon-caccia costa cara: prima multa a Padova

19 luglio 2016 ore 21:31, Andrea Barcariol
E' diventato un successo platenario scatenando eccessi di ogni tipo. In Italia la Pokemon-mania ha fatto le prime 'vittime' a Padova dove due ragazzi sono stati fermati in via Milazzo e multati questa mattina alle ore 5. I due, il primo alla guida, il secondo 'armato' di tablet e smartphone, sono stati fermati dai carabinieri e sanzionati con 210 euro di multa. La giustificazione dei ragazzi (messa a verbale dai carabinieri di Prato della Valle) era che si erano dimenticati a casa i documenti perché che si erano alzati prima dell'alba per andare a "caccia di Pokemon" per la città. I due giovani, entrambi studenti universitari, hanno spiegato che a quell’ora c’è meno traffico e meno concorrenza, per cui si può pattugliare il territorio a caccia di creature virtuali guidando quasi a passo d’uomo. La scusa non gli è bastata per evitare una multa da 210 euro. Tra l'altro, alla richiesta di esibire i documenti, il conducente del motorino è risultato senza patentino al seguito e il mezzo, a sua volta, non revisionato. L'"avventura" dei due giovani cacciatori è finita subito sul web tra critiche e prese in giro ma fra gli appassionati di "Pokemon go", qualcuno li ha definiti "eroi".

La Pokémon-caccia costa cara: prima multa a Padova
"Hanno trovato la combinazione per fare una tempesta perfetta dal punto di vista del marketing - lo psichiatra Alessandro Meluzzi cerca di spiegare la Pokemon mania -. Queste creaturine che si evolvono e diventano delle presenze nel mondo virtuale danno una sensazione di spaesamento che deriva dalla combinazione tra la percezione di un luogo e l’irrompere imprevisto di una specie di ghost. Tutto ciò viene incontro a quella dimensione di pensiero magico infantile che c’è non solo nei bambini ma anche negli eterni adolescenti che siamo tutti noi. Da questo punto di vista è stata un’invenzione geniale, almeno sotto il profilo psicologico perché combina il bisogno di fantasia e semplicità con i luoghi reali in cui ci si immerge. E' una specie di ponte tra reale e immaginario inquietantemente efficace".
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