Ventura difende Cerci: "Solo chi osa può piangere"

19 maggio 2014 ore 9:50, Andrea De Angelis
Il finale è degno del miglior film, tipico di uno sport come il calcio che, anche in una stagione chiusa già a Natale, sa regalare emozioni fino all'ultimo respiro.

Ventura difende Cerci: 'Solo chi osa può piangere'

In questo caso l'espressione è letterale, considerato che il minuto nel quale Cerci si è apprestato a tirare il calcio di rigore più importante della sua carriera era l'ultimo di recupero dell'intero campionato.  Torino poteva diventare, seppur in miniatura, Madrid.  Una città in festa per lo scudetto bianconero, pronta a festeggiare anche il ritorno in Europa dopo dodici anni del Torino.  Alla guida un Ventura che, lasciatecelo dire, è il vero artefice dell'exploit granata: ha saputo dosare al meglio i suoi piccoli, grandi campioni, amalgamandoli con calciatori esperti e giovani promettenti. Un attesa lunga più di un decennio, dicevamo. Da realizzare nell'ultima, drammatica giornata: la trentottesima. Erano quattro le squadre in lotta per il sesto posto: Torino, Parma, Milan e Verona. Una posizione occupata proprio dai granata, con un punto di vantaggio sul Parma, poi le altre. Il Verona, impegnato al San Paolo, ha perso e detto addio all'Europa già dopo un quarto di gara (5-1 il finale). Il Milan ha invece vinto, ma non le è, come prevedibile, bastato. Il Parma, in casa contro l'ultima della classe (Livorno), pur chiudendo a reti bianche il primo tempo, si è facilmente imposto nella ripresa grazie alla preziosa doppietta di Amauri. Restava il Torino dunque, in trasferta sul campo della Fiorentina. Gara difficile, ma pur sempre contro un avversario già matematicamente quarto. Agli uomini di Ventura il merito di aver saputo rimontare due volte il risultato, con i viola in vantaggio a inizio gara e a un quarto d'ora dal termine. Sul parziale di 2-2, il rigore concesso al Torino, quando l'orologio segna già il 93'. Sul dischetto va Cerci, ma la palla non entra: respinge il portiere avversario. Respinge un'attesa lunga quasi tredici anni, quando il bravo Alessio della nazionale inseguiva sui campi romani il sogno di fare il calciatore.
Ventura difende Cerci: 'Solo chi osa può piangere'
Lacrime, alla Baggio. Lacrime amare, subito asciugate dai compagni. Lacrime che hanno emozionato anche chi, come mister Ventura, negli ultimi due anni ha saputo usare come nessun altro bastone e carota nei confronti della fortissima ala destra, lasciandola se necessario anche in panchina. "Solo chi osa può piangere", ha detto l'allenatore a fine gara, difendendo quel campione che l'anno prossimo cambierà maglia. Lui, insieme alla squadra, hanno sfiorato un'impresa impensabile a inizio anno. I tifosi possono applaudire. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]